La facciata durante le ore del giorno
Il progetto riguarda il recupero di una vecchia fabbrica (1938) il cui volume originario, composto da due piani, viene completato da una sopraelevazione di altri tre piani: la superficie del nuovo corpo è pensata come una pelle avvolgente. Gli spazi interni e la struttura sono mascherati da uno schermo continuo di pannelli microforati in alluminio, apribili in corrispondenza delle finestre e delle logge. Per il blocco superiore, l’intenzione è stata quella di creare l’impressione di un volume luminoso e apparentemente fluttuate sopra una base più pesante in maniera tale da creare un dialogo tra vecchio e nuovo, tradizione e contemporaneità, l’edificio ed il circostante. Le aperture della parte esistente definiscono in maniera netta il limite ed il confine tra dentro e fuori, mentre il confine diventa labile nel nuovo volume attraverso il gioco di trasparenze definito da tre diverse misure e spaziature di pannelli prefabbricati. L’abitante stesso può determinare la percezione del volume attraverso il movimento dei pannelli: chiusi danno l’impressione di un volume ermetico, chiuso, introverso riflettendo il cielo mentre aperti diventano interruzioni che alleggeriscono la volumetria.
Il progetto riguarda il recupero di una vecchia fabbrica (1938) il cui volume originario, composto da due piani, viene completato da una sopraelevazione di altri tre piani: la superficie del nuovo corpo è pensata come una pelle avvolgente. Gli spazi interni e la struttura sono mascherati da uno schermo continuo di pannelli microforati in alluminio, apribili in corrispondenza delle finestre e delle logge. Per il blocco superiore, l’intenzione è stata quella di creare l’impressione di un volume luminoso e apparentemente fluttuate sopra una base più pesante in maniera tale da creare un dialogo tra vecchio e nuovo, tradizione e contemporaneità, l’edificio ed il circostante. Le aperture della parte esistente definiscono in maniera netta il limite ed il confine tra dentro e fuori, mentre il confine diventa labile nel nuovo volume attraverso il gioco di trasparenze definito da tre diverse misure e spaziature di pannelli prefabbricati. L’abitante stesso può determinare la percezione del volume attraverso il movimento dei pannelli: chiusi danno l’impressione di un volume ermetico, chiuso, introverso riflettendo il cielo mentre aperti diventano interruzioni che alleggeriscono la volumetria.
luce filtrata dal rivestimento in microforato all'interno delle logge
Prospetti e schema facciate
Sezione BB
sezione AA
Schema facciata e flussi aria
Fonti:
http://www.theplan.it/J/index.php?option=com_content&view=article&id=4986%3Airene&Itemid=240&lang=it
http://www.archdaily.com/331086/irene-kanva/