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JEAN BOCABEILLE, Monts et Merveilles,ZAC Clichy Batignolles (Parigi), 2015


FABIANA MIRANTE #LABAA2019

MONTS ET MERVEILLES

Architects : Jean Bocabeille Architecte
Location : ZAC Clichy Batignolles – Lot E6 – Parigi (Francia)
Project Year : 2015  





Precedentemente un'enclave ferroviaria, l’eco-distretto Clichy-Batignolles riconquista questo pezzo dimenticato di terra parigina. Questo importante progetto municipale è stato concepito come una risposta all'elevato bisogno di alloggi, aprendo la strada a una città del XXI secolo duratura e multiforme. Dando vita così ad un blocco multi-programma che contiene:
  • 86 appartamenti privati;
  • un centro culturale la “Maison Ozanam”; 
  • una casa di riposo - EHPAD - con 129 camere;
  • 46 unità abitative sociali; 
  • un parcheggio con 188 posti;
  • due negozi al piano terra; 






Frutto di un lavoro sulle rigide regole dei prospetti, legato alla vicinanza del quartiere, il progetto è installato su un podio, e incastrato all’interno di densa area urbana come se fosse il pezzo mancante di un puzzle.

Un’ opera di  ben definita di scansione orizzontale e verticale, ma intagliata attraverso una volumetria insolita come se fosse un ghiacciaio ma allo stesso tempo una roccia. Questo conferisce all’edificio una forte identità ma allo stesso tempo alleggerisce la rigidità del sistema costruttivo che viene usato. 


I due programmi abitativi sono stati progettati come parti di un insieme più ampio.
La parità di trattamento nella scelta dei materiali e dei colori che crea un senso di coesione tra l'edilizia sociale e l'edilizia privata. 




Il blocco delle unità abitative sociali  formano la prua del complesso. Questo edificio compatto è associato all'edificio EHPAD con il quale condivide un patio nel mezzo del blocco verso il parco, formando un insieme coerente.  



















Il blocco delle residenze private è un prisma  la cui fisionomia cambia durante il giorno: è urbana sul lato della città e verde sul lato del parco. Gli 86 appartamenti offrono una vista illimitata sul parco e sui giardini. Hanno tutti ampie terrazze che si affacciano sul parco o sui giardini che sono  protette dalla luce solare diretta da persiane perforate e scorrevoli.










          

Il centro culturale Ozanam si trova alla base della residenza privata ed è caratterizzata da volumi complessi e colori arancioni. Una croce piantata nel terreno  ne segnala l’ingresso. La cappella a doppia altezza si affaccia sul giardino al centro del blocco e offre un generoso senso di spazio, che è stato scavato dalla massa delle unità abitative circostanti.   


                      


PIANTE
                             


                                                                                                
                                                                 



ELLEBO HOUSING ESTATE, Ballerup, Danimarca 2013






Arch: FORA + BETH HUGHENS



Architettura: João Moura Fagulha, João Prates Ruivo, Raquel Maria Oliveira, Beth Hughes.

Luogo: Ballerup, Danimarca

Consulente di sostenibilità: TU+A - Raúl Moura

Ingegneri strutturali e ambientali:
Quadrante Engenharia e Consultoria SA - João Costa, João Sousa.

Render: Panoptikon - Tudor Vasiliu.

Cliente:
Nordic Innovation.


FORA e Beth Hughes con Raul Moura e Tudor Vasiliu sono stati selezionati come uno tra i gruppi finalisti per la seconda fase della competizione Danese nella Nordic Built Challenge – una gara di design aperta e multidisciplinare per la rigenerazione di cinque edifici, situati uno in ogni Nordic country. La loro proposta si rivolge alla Ellebo Housing Estate a Ballerup in Danimarca. La tenuta è stata costruita nel 1963 ed è connessa a quattro edifici per un totale di 20.000m2, includendo il contesto e le aree verdi circostanti. La loro sfida era quella di rigenerare un edificio esistente e un’area esterna ad esso adiacente e 5000m2 di abitazioni aggiuntive. 

Edifici preesistenti

Edifici riqualificati


 
Ellebo housing estate è un edificio manifesto dell’ideologia modern – blocchi di abitazioni collettive con zone condivise, aggregati intorno ad un grande spazio comune, un modello flessibile che offre ancora una valida base per un nuovo inizio. Già nel 1990 un altro intervento di rigenerazione era stato fatto ed aveva alterato le prestazioni tecniche dell’edificio. L’introduzione dei balconi chiusi ha ampliato gli ambienti del living ma ha anche allontanato le residenze dallo spazio esterno. 





Questa riqualificazione presenta l’opportunità di ricongiungere questa frattura tra spazio privato e pubblico e reintroduce lo spazio comunitario come una qualità fondamentale del progetto.
L’intervento ambisce ad amplificare, accrescere e costruire le qualità dello schema esistente (riportato qui sotto).



La zona verde centrale, attraverso un processo di partecipazione, viene suddivisa in diversi giardini comuni grazie un programma studiato di divisione in piccoli lotti, ognuno con una funzione differente.
La rigenerazione dell’Ellebo housing estate ha portato la qualità degli insediamenti ad un livello superiore, conferendo un forte carattere collettivo a tutto il complesso e questo può essere visto sia come aspetto molto positivo ma anche come negativo, dal momento che a partire dai giardini d’inverno fino alle aree verdi, nessuno spazio è effettivamente privato.


masterplan 1:1000

stralcio di pianta 1:100

tipologie alloggi







Una parte importante del progetto è legata allo studio delle condizioni climatiche del sito del progetto, per poter raggiungere il livello di sostenibilità richiesto dal contest. Studiando l'assetto degli edifici preesistenti, gli architetti hanno voluto migliorare la ventilazione interna dell'edificio; considerando l'esposizione delle pareti esterne al sole, hanno scelto di aggiungere un layer di brise soleil verticali applicati alle vetrate dei giardini d'inverno in modo da ottimizzare due aspetti:
Il primo è quello di minimizzare la perdita di calore durante le stagioni più fredde e controllare l'insolazione estiva. Il secondo è quello di fornire ogni appartamento di uno spazio esterno, un balcone calibrato a seconda della tipologia di alloggio (se simplex o duplex). La parete vetrata è autoportante e separa lo spazio semi privato da quello esterno, permettendo così di proteggere gli alloggi dalle piogge e dalle raffiche di vento, creando così una zona di buffering.



giardini d'inverno
Virginia D'urso #LABAA