AGI ARCHITECTS - Mashhad City Complex - Mashhad, Iran - 2016

MohammadGhasemi#LABAA2019




                         Mashhad City Complex

vista esterna dell’edificio



Molte città in Iran stanno sviluppando settori , seguendo gli standard internazionali e nuovo centro commerciale formatsare, cancellazione di vecchi negozi al dettaglio e la vita di città che portano per le strade. Nuovi concetti di vendita al dettaglio provare toconcentrate tutto impulsivo acquisto in un unico grande spazio e viene intesa come un'attività di svago.

Questa concentrazione ha un grande impatto in quartieri, aumento del traffico e creando un sacco di parcheggio enorme. Tutto questo coperto e zona con aria condizionata ha anche grandi implicazioni sull'impronta di carbonio guidato da theshopping attività. Questo è normalmente sottovalutato nelle economie di produttore di petrolio.




 vista esterna dell’edificio


La complessità urbana è pienamente raggiunto quando diversificando urbano utilizza. Piccole unità commerciale impostare asse urbano aroundimportant o diffusi nel quartiere, si sono dimostrati di essere essenziale per i cittadini giorno statoe anche per motivi di sicurezza.

La proposta progettata dagli architetti di AGi e pratica del processo di spostamento per Mashhad City Complex, un mixedusecomplex tra cui un grande programma residenziale e commerciale anche integra altri servizi suchas una clinica e spazi pubblici. Essa si concentra sulla che Abilita gli utenti di città pedonale, suddivisione di unità bigintrospecting Mall in una città atomizzata dove negozi e spazi pubblici sono collegati.



vista esterna dell’edificio



L'edificio combina due usi residenziali. Da un lato, diversi appartamenti progettati come secondhomes (12.000 mq) e, d'altra parte, un aparthotel di 17.000 mq, entrambi per soddisfare le esigenze ofhousing e la residenza di questa importante città iraniana, centro del turismo religioso

Allo stesso modo, l'area commerciale di 10.000 mq è suddiviso in due distinti concetti nel progetto progettato byAGi architetti e Shift. È una proposta topografica dove al piano terra e primo piano spazi pubblici levelsexchange e aperto alle aree retail strada, d'altra parte la grande area di progettazione sinistre al livello seminterrato per un'unità di grande centro commerciale.



                                     vista esterna dell’edificio




  vista esterna dell’edificio

                                                              



                                                                     vista esterna dell’edificio

                                                                      



 La proposta di volume dimostra un equilibrio massiccio, con volumi semplici che si trova sopra il gardensgrid pubblico sviluppato sui livelli inferiori. Mausoleo di Mashhad è parte del concetto di costruzione; la maggior parte di thedwellings di fronte al Santuario. Tutte le facciate sono definite secondo le memorie storiche dell'architettura persiana, definizione di geometrie che potrebbero ricordare alle strutture tipiche dywan persiano.


Questo progetto è un'opportunità per approfondire la ricerca su una cultura di città mutevole. Essa mostra un dialoguebetween alcuni dei concetti tradizionali che fanno parte della grande cultura iraniana e alcune delle idee newoccidental che devono essere ripensate e adattate per l'Iran e il suo tempo.






                                                                                             Vista complessiva dell'edificio 











                                                                          vista a volo d'uccello










          

                    -  diagrams > concept design

 
 


























































     
                    

                       - Le Piante






















                   -  Le Sezioni 
















        Progetto info




  • Architects

    AGi Architects, Shift Process Practice
  • Location

    Mashhad, Khorasan Razavi, Iran
  • Category

    Residential
  • Main Architects

    Nasser B. Abulhasan, Joaquín Pérez-Goicoechea, Rambod Eilkhani, Nashid Nabian
  • Project Leaders

    Justo Ruiz, Bruno Gomes, Parnian Ghaeami,Dorna Mesrzadeh, Ehsan Karimi
  • Project Team

    Nima Haghighatpour, Pablo Sanchez de Vega, Laura Sedano, Alfredo García, Nazanin Javaheri, Mohammadhasan Tavangar, Naghmeh Asadbeigi
  • Renders

    2R Studio, Ehsan Karimi
  • Area

    11800.0 sqm
  • Project Year

    2016















 

OMA, ELLEN VAN LOON, Blox, Copenhagen (Danimarca), 2018



OMA, ELLEN VAN LOON, Blox, Copenhagen (Danimarca), 2018
Chloe Mancini #LABAA2019












                                                                                                                                           
Il progetto BLOX è un complesso polifunzionale, costruito nel centro di Copenhagen e affacciato sul porto, concepito per diventare un nuovo centro creativo per l’architettura, il design ed l’innovazione, infatti ospita diverse realtà fra le quali aziende e start-up, e in particolare la nuova sede del Centro Danese per l’Architettura (DAC). 










                                                                                                                               
Il progetto comprende vari spazi funzionali come spazi espositivi, co-working, uffici, ventidue appartamenti, una libreria, una palestra, ristoranti e caffetterie, spazi di gioco, aree di svago all’aperto, un parcheggio per veicoli e biciclette ed un ponte ciclo-pedonale che connette il nuovo edificio con il centro della città.





Il progetto ha una grande importanza urbanistica, in quanto permette di collegare il centro della città con il vecchio porto, separando su due livelli la via ciclo-pedonale da quella per le automobili, dando una nuova vita alle rive del mare. Una connessione diretta si crea tra la città e il mare grazie a una galleria pedonale coperta, larga venti metri, che traversa il piano terra dell’edificio e su cui si affacciano gli ingressi principali alle varie aree funzionali, diventando la ‘spina dorsale’ del progetto.


"Blox è una congestione di funzioni penetrata da una tangenziale ed è stato progettati per essere un'energica esperienza urbana, quasi fosse un'intersezione autostradale abitata."
 Ellen Van Loon





Disposto su sei piani, di cui uno parzialmente sotterraneo, l’edificio è composto da una serie di cubi o blocchi (da cui il suo nome ‘Blox’) impilati uno sull’altro formando un’architettura permeabile ed articolata. L'esterno dell'edificio è caratterizzato da un accostamento di forme geometriche, traducendo le varie funzioni, in diverse disposizioni.
La struttura portante è realizzata in acciaio, con solaio in lamiera grecata e calcestruzzo armato, in quanto l’edificio di base quadrata comporta 17 mila metri quadri e un’altezza complessiva di 26 metri,  costruiti intorno ad un tunnel veicolare, costituisce un importante landmark per la città di Copenaghen.





All’interno, una parte rilevante dell’edificio è occupata dalla nuova sede del Centro Danese per l’Architettura (DAC), diventando il ‘cuore’ del progetto. L’istituzione è composta da una sala espositiva principale, a doppia altezza ed illuminata in modo naturale, collocata nel centro esatto dell’edificio e circondata da vari spazi funzionali.





Blox è un progetto di architettura sostenibile non solo in ambiti ambientali di basso impatto energetico  e di riutilizzo delle risorse rinnovabili, ma affronta anche delle soluzioni al livello sociale ed economico.
I requisiti per la progettazione a basso consumo energetico dei nuovi edifici in Danimarca, derivanti dall'accordo di Copenaghen del 2009, richiedono un utilizzo di energia operativo molto inferiore rispetto ad altri paesi. Progettare l'edificio in linea con questi criteri ha comportato un ripensamento dei concetti di massa e di facciata, coinvolgendo nuove soluzioni per ridurre le emissioni di CO2 e di carbonio durante la costruzione (sono stati riutilizzati il 98% degli scarti delle demolizioni effettuate). L'edificio utilizza energia rinnovabile in loco e raggiunge la bassa classe energetica con un consumo di energia inferiore a 40 kWh/m2 per anno.

Inoltre, l’edificio è completamente flessibile e il comfort interno è elevato. Infatti, l'edificio è isolato acusticamente dal rumore della strada e dalle vibrazioni grazie ad una costruzione di ponti autostradali e da facciate ad alto isolamento. Le facciate degli uffici sono completamente vetrate per avere un importante affaccio sulla città e ridurre l'utilizzo di energia aumentando il guadagno solare. Ciò è rafforzato da una schermatura solare in facciata tecnologicamente avanzata e automatizzata attraverso il controllo centralizzato della luce diurna.




http://www.archdaily.com
http://www.oma.eu
https://www.domusweb.it
http://www.abitare.it

JDS ARCHITECTS, Maison Stéphane Hessel, Lille (Francia), 2016

Silvia Angius#LABAA2019

Architetto: JDSA Julien de Smedt Architects
Posizione: quartiere Porte de Valenciennes, Lille, Francia
Anno: 2014-2016
Categoria: architettura ad uso misto
Area: 6980 m²
Committente: SAEM Euralille
Budget: 12.150.000 EUR



Lo studio JDSA vince nel 2014 il concorso per la realizzazione di un edificio multifunzionale nella città di Lille nell’ambito del progetto Euralille grazie al progetto di un edificio ad uso misto che risponde alle esigenze urbane del nuovo quartiere Porte de Valenciennes.
Si tratta di un’architettura in grado di rispondere al cambiamento sociale che si sta attuando in una città che negli ultimi vent’anni è divenuta un hub culturale e universitario, destinazione per affari e congressi ma anche meta turistica.




L’aspetto interessante del progetto risiede nel fatto che gli spazi e le funzioni non sono divisi per livelli ma viene sfruttata la forma triangolare del lotto per creare quella che gli stessi architetti chiamano “spirale sociale” la quale intreccia e connette le tre principali destinazioni d’uso rivolte all’uomo nelle sue tre fasi della vita: infanzia, adolescenza, età adulta.

La Maison Stéphane Hessel comprende un asilo, un ostello con 200 posti letti e spazi di lavoro dedicati all’innovazione sociale ed economica; tali funzioni sono poste ai vertici del triangolo garantendone la privacy verso l’esterno e una propria autonomia ma portandole ad un progressivo aumento del grado di condivisione verso l’interno dove le varie funzioni si affacciano su un cortile comune.



 

L’edificio si solleva agli angoli ed invita all’interazione con i cittadini fornendo spazi per attività pubbliche, come la tribuna all’aperto per spettacoli ed eventi del quartiere, e dunque estendendo la funzione dell’edificio oltre le sue mura. Il piano terra, divenendo uno spazio di dialogo tra esterno ed interno, ospita funzioni miste (bar, ristorante, spazi di lavoro) fruibili da tutti.





Progettata per soddisfare obiettivi di efficienza energetica, la Maison Stéphane Hessel è un intervento attento all’ambiente e socialmente responsabile che risponde ad un progetto ambizioso realizzando una struttura ibrida che facilita la vita dei suoi utenti dalla scuola materna all’età adulta.










Fonti
http://jdsa.eu/lil/
https://www.archdaily.com/799496/maison-stephane-hessel-jds-architects


SQUAREONE, Tårnby Watertower, Copenaghen (Danimarca), 2018


monica giannini#labaa2019

SQUAREONE, Tårnby Watertower, Copenaghen (Danimarca), 2018


Il progetto degli SquareOne si propone l’obiettivo di recuperare una delle 183 torri dell’acqua (serbatoi idrici) della città di Copenaghen; la maggior parte di queste rappresenta per la città una reliquia del passato, essendo state esonerate dalla loro funzione originale. Per la torre di Tårnby il gruppo danese propone una doppia strategia: un intervento lungo il corpo verticale e uno che trasforma la testa dell’edificio, il serbatoio in disuso. 












Allo scheletro della torre si aggrappano sospesi i nuovi alloggi, che ospitano principalmente studenti e viaggiatori d’affari. Il serbatoio nella parte superiore diventa piscina pubblica e spa. Tra le unità abitative di 30 metri quadri si lasciano “vuoti” strategici per spazi condivisi come cucina, sala da pranzo, area tv, sala riunioni e piccolo giardino che scandiscono la facciata.






Al piano terra viene proposto un parcheggio per biciclette, un'area living centrale, aperta sulla struttura sovrastante, una cucina comune e un bar a servizio della struttura e della città.
Il piano superiore ospita una piscina dotata di spogliatoi e spa che si affacciano sulla città.




Plastico di un alloggio tipo



Vista interna della torre


Sitografia di riferimento:
https://www.archdaily.com/910682/squareone-proposes-repurposing-a-water-tower-as-public-spas-student-housing?ad_medium=gallery

http://sq-1.dk/