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SQUAREONE, Tårnby Watertower, Copenaghen (Danimarca), 2018


monica giannini#labaa2019

SQUAREONE, Tårnby Watertower, Copenaghen (Danimarca), 2018


Il progetto degli SquareOne si propone l’obiettivo di recuperare una delle 183 torri dell’acqua (serbatoi idrici) della città di Copenaghen; la maggior parte di queste rappresenta per la città una reliquia del passato, essendo state esonerate dalla loro funzione originale. Per la torre di Tårnby il gruppo danese propone una doppia strategia: un intervento lungo il corpo verticale e uno che trasforma la testa dell’edificio, il serbatoio in disuso. 












Allo scheletro della torre si aggrappano sospesi i nuovi alloggi, che ospitano principalmente studenti e viaggiatori d’affari. Il serbatoio nella parte superiore diventa piscina pubblica e spa. Tra le unità abitative di 30 metri quadri si lasciano “vuoti” strategici per spazi condivisi come cucina, sala da pranzo, area tv, sala riunioni e piccolo giardino che scandiscono la facciata.






Al piano terra viene proposto un parcheggio per biciclette, un'area living centrale, aperta sulla struttura sovrastante, una cucina comune e un bar a servizio della struttura e della città.
Il piano superiore ospita una piscina dotata di spogliatoi e spa che si affacciano sulla città.




Plastico di un alloggio tipo



Vista interna della torre


Sitografia di riferimento:
https://www.archdaily.com/910682/squareone-proposes-repurposing-a-water-tower-as-public-spas-student-housing?ad_medium=gallery

http://sq-1.dk/


AT 103, Havre 69, Colonia Juárez 06600 Ciudad de México- Messico, 2013


Architetto: AT 103
LocalizzazioneCiudad de México, D.F., Messico
Anno: 2013
Area1500 m2


Havre 69 _vista esterna

Havre 69 si trova nella parte meridionale del Paseo de la Reforma, a Colonia Juarez, il quartiere più esclusivo di Città del Messico, vedeva all'inizio del XX secolo la crescita della città immersa nella grande metropoli.
Nel corso degli anni, i cambiamenti d'uso e il terremoto del 1985 fecero esplodere un processo di abbandono, che è attualmente in fase di ritorno dai nuovi programmi di rigenerazione nel centro storico di Città del Messico.


Havre 69 _vista esterna
Oltre 100 anni fa, la struttura del diciannovesimo secolo ospitava quattro famiglie del ceto medio.

Questo progetto modifica queste case in:
- 12 nuovi appartamenti.
- uffici.
- due attività commerciali: una panetteria e un ristorante.

Quest'ultimo è costituito da un menu economico, che insieme allo spazio pubblico che lo collega generano un particolare mix di usi, dando vita pedonale al sito.

Havre 69 _vista interna della panetteria

Il progetto costruisce, mantiene e rafforza un vecchio spazio architettonico, sviluppando nuovi spazi che soddisfano le esigenze attuali, con un linguaggio contemporaneo che integra il progetto nel contesto esistente


Havre 69 _vista esterna

Havre 69 _vista interna





Il progetto si apre sulla strada di fronte, crea nuove relazioni con la città, mentre riprende la sua impronta urbana, con il risultato di migliorare l'area e i suoi abitanti.
Il programma di intervento cerca di sfruttare al massimo gli elementi esistenti, garantendo così che gli spazi moltiplichino il loro potenziale d'uso e offrano varie forme di occupazione.
L'edificio è costituito tra due aree aperte, consentendo di sfruttare risorse come la ventilazione naturale e l'illuminazione solare.

Havre 69_appartamento vista interna
Havre 69_appartamento vista interna


Disegni:

Sezione longitudinale

Prospetto longitudinale


Pianta terzo piano
Pianta sesto piano





Fonti:
https://www.archdaily.com/580185/havre-69-at103-reurbano
https://www.architectmagazine.com/project-gallery/havre-69-reurbano
https://www.metalocus.es/en/news/build-complexity-havre-69-at103-architects




GianmarcoBaldi#LABAA2019

CORNELIUS VÖGE, Nordatlantisk Hus (North Atlantic House), Odense, Danimarca 2012-2013


Tipo:
Indb. 
Conc., 1 ° premio 

Team:
Hans Jørgensen e Søn, ISAGER, GRONTMIJ e MASU Planning 

Dimensioni:
4.000 m2 

Cliente:
North Atlantic House Odense 
Questo edificio è uno dei progetti pilota riguardo l’ibridazione di spazi e funzioni nell’ambito dell’architettura del Nord Europa. E’collocato in una posizione nodale, all’ingresso del porto di Odense, e si configura come faro e punto di convergenza per la cultura di tre paesi che si affacciano sull’Atlantico: Groenlandia, Islanda e Isole Faroe. Centro multiculturale, esso è anche spazio di convergenza di svariate funzioni. Si spazia da aree espositive, uffici, negozi, ristoranti, spazi dedicati a incontri e spettacoli, fino alla dimensione dell’abitare, declinata in 25 unità abitative pensate per gli studenti, in quello che si configura come un vero e proprio pezzo di città.


La necessità di valorizzare la cultura e l’identità dei tre paesi del Nord Atlantico spiega l’approccio del progetto, che affonda le proprie radici nelle tradizioni costruttive e peculiarità geografiche di questi luoghi, e si esprime in due macro temi: il paesaggio, e la casa.
Il piano terra, nel quale si concentrano le funzioni pubbliche, si fa principale interprete del tema del paesaggio. Articolato in scale, spazi di sosta, terrazze, affacci, richiama anche nei materiali le formazioni rocciose e la natura “drammatica” di questi paesi.  



L’organizzazione planimetrica del piano terra lavora anch’essa sul tema della convergenza: la conformazione a L del’edificio, assieme all’irregolarità delle forme, attira e cattura una porzione dello spazio della città all’ interno del gioco di livelli e volumetrie. La permebilità tra lo spazio pubblico dell’edificio e quello della città, vincolata alle caratteristiche climatiche del sito, è preservata utilizzando ampie superfici vetrate a definizione degli ambienti. 
 Pianta piano terra
Rapporto interno-esterno
  Sistema distributivo
 Programma funzionale
Lettura sovrapposta


Al primo piano vi è la sede della “Greenlanding House” entità che svolge compiti educativi, sociali e culturali ed è un punto di riferimento per gli abitanti della Groenlandia che si trovano in Danimarca, assieme ad ampi spazi che possono essere affittati per conferenze o eventi. Al secondo piano troviamo le varie associazioni (Faroese, Groenlandese e Islandese) con locali a loro diposizione in cui possono coltivare le tradizioni, cultura e comunità attraverso attività come il coro, la danza, l'artigianato, pasti in comunità e celebrazione delle feste nazionali. Sempre al secondo piano, si trova il Café Allu Groenlandese, un luogo di incontro sociale per i groenlandesi di Odense. La casa è anche sede del North Atlantic Business Club, un forum commerciale  con partner in Danimarca, Groenlandia, Islanda e Isole Faroe. L’idea è di investire in una reciproca cooperazione nel bacino nordatlantico, sviluppando cooperazione e relazioni tra aziende spaziando tra affari ma anche educazione, arte e cultura. L'edifico a torre ospita invece le residenze per studenti.

Prospetto Nord-Ovest


Il tema della casa si declina in un duplice approccio: da un lato risulta evidente il riferimento formale alla casa tradizionale in legno con il tetto a sella che rende immediatamente riconoscibile gli spazi dell’abitare, innestati al di sopra del livello pubblico.

Ma, come espresso dal titolo del progetto, il tema della casa pervade in realtà anche lo spazio pubblico. Il piano terra traduce un modello di spazio che valorizza la connessione naturale tra le funzioni della casa: in una visione allargata gli spazi dell’abitare vengono reinterpretati come stanze pubbliche e accoglienti per le più svariate attività. L’esito è di attivare un vero e proprio generatore di comunità che in esso può vivere, rispecchiarsi e riconoscere le proprie radici, in un intreccio tra tradizione, cultura, presente e futuro. 


Spazi di ristoro e di lavoro



 Viste degli spazi multifunzionali al piano terra



Spazi dell'abitare



Riconoscimenti:
Tyndpladegruppens Arkitekturpris 2016, Shortlisted, North Atlantic House
LEAF Award 2014, Shortlisted – Best mixed use building in Europe, North Atlantic House
Odense Municipality Architectural Prize, North Atlantic House, 2014

Odinprisen, North Atlantic House, 20147

Fonti:


Benedetta Zamboni#LABAA2019

ATELIER DU PONT_Hors d'eau_Ivry sur Seine (PARIGI)_2017

Architetti: Atelier Du Pont

Location: Ivry sur Seine, Parigi Francia

Anno: 2017

Ivry-sur-Seine è un comune nel dipartimento della Val-de-Marne nella periferia sud-orientale di Parigi, in Francia. Si trova a 5,3 km di distanza dal centro di Parigi.

L’area di progetto si colloca in un ex distretto industriale di questo sobborgo parigino in un sito a rischio alluvioni.

IL PROGETTO

Il progetto rientra nell'obiettivo della “Ivry Confluences Urban Development Zone (ZAC)”, programma di rivitalizzazione della parte meridionale di questo distretto tramite la costruzione di 61 alloggi sociali. La progettazione è stata realizzata dallo studio Atelier Du Pont tramite un’interazione di scale: quella residenziale e quella urbana. Il complesso che ne deriva è costituito da una aggregazione di edifici che vanno dai 2 ai 7 piani di altezza. La diversificazione tra i singoli blocchi risponde ad un esperimento progettuale che mira a utilizzare una gamma di tipologie, forme urbane e modi di vivere differenti.

Vista Complessiva esterna

Vista d'angolo

L’altezza complessiva in prossimità del lato sud va gradualmente a degradare determinando un’aggregazione di alloggi sovrapposti i quali si presentano come appartamenti o duplex. La scelta compositiva riesce a conciliare la compattezza richiesta dall'utenza con la qualità delle abitazioni.

Vista dall'alto

Dettaglio sul rapporto tra edificio e parco di accesso

Gli edifici costituiscono abitazioni collettive e godono di una vista piacevole sul quartiere circostante.

Rapporto tra fabbricato e contesto circostante_1

Rapporto tra fabbricato e contesto circostante_2

L’intero complesso si pone all’interno del quartiere come ponte tra passato e futuro in modo da
integrarsi con le pre-esistenze.

Gli ingressi alle case e agli appartamenti avvengono ad un livello sopraelevato rispetto al livello di terra e questa scelta è stata dettata dal regolamento di prevenzione dalle inondazioni. I progettisti hanno reagito dinanzi a questa difficoltà, creando degli accessi che caratterizzino e definiscano l’identità dell’intero complesso, differenziandolo dagli altri.

Dettaglio dell'accesso_1

Dettaglio dell'accesso_2

Dettaglio dell'accesso_3

Attacco a terra

Le abitazioni sono raggiunte da un percorso attraverso un parco al livello del suolo, capace di offrire
ai residenti una zona di filtro tra quelli che sono gli spazi privati, collettivi e pubblici.

Piano tipo

Prospetto NORD-EST

Dettaglio della facciata_2D


Dettaglio del paramento della facciata esterna
Prospetto NORD-OVEST

Tutti gli alloggi godono di una terrazza, capace di favorire un legame visivo con il contesto urbano.
Inoltre si osservano diversi tagli di appartamento, pensati per soddisfare le necessità delle utenze.


Vista interna di un alloggio

L’intero intervento è corredato anche da una aggiunta artistica, Atelier YokYok ha infatti dipinto i portici per stabilire un dialogo grafico tra l’architettura e la scuola adiacente al complesso.

Dettagli artistici_1

Dettagli artistici_2

Dettagli artistici_3

Sara Contino #LABAA2018

Sitografia