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ATELIER DU PONT_Hors d'eau_Ivry sur Seine (PARIGI)_2017

Architetti: Atelier Du Pont

Location: Ivry sur Seine, Parigi Francia

Anno: 2017

Ivry-sur-Seine è un comune nel dipartimento della Val-de-Marne nella periferia sud-orientale di Parigi, in Francia. Si trova a 5,3 km di distanza dal centro di Parigi.

L’area di progetto si colloca in un ex distretto industriale di questo sobborgo parigino in un sito a rischio alluvioni.

IL PROGETTO

Il progetto rientra nell'obiettivo della “Ivry Confluences Urban Development Zone (ZAC)”, programma di rivitalizzazione della parte meridionale di questo distretto tramite la costruzione di 61 alloggi sociali. La progettazione è stata realizzata dallo studio Atelier Du Pont tramite un’interazione di scale: quella residenziale e quella urbana. Il complesso che ne deriva è costituito da una aggregazione di edifici che vanno dai 2 ai 7 piani di altezza. La diversificazione tra i singoli blocchi risponde ad un esperimento progettuale che mira a utilizzare una gamma di tipologie, forme urbane e modi di vivere differenti.

Vista Complessiva esterna

Vista d'angolo

L’altezza complessiva in prossimità del lato sud va gradualmente a degradare determinando un’aggregazione di alloggi sovrapposti i quali si presentano come appartamenti o duplex. La scelta compositiva riesce a conciliare la compattezza richiesta dall'utenza con la qualità delle abitazioni.

Vista dall'alto

Dettaglio sul rapporto tra edificio e parco di accesso

Gli edifici costituiscono abitazioni collettive e godono di una vista piacevole sul quartiere circostante.

Rapporto tra fabbricato e contesto circostante_1

Rapporto tra fabbricato e contesto circostante_2

L’intero complesso si pone all’interno del quartiere come ponte tra passato e futuro in modo da
integrarsi con le pre-esistenze.

Gli ingressi alle case e agli appartamenti avvengono ad un livello sopraelevato rispetto al livello di terra e questa scelta è stata dettata dal regolamento di prevenzione dalle inondazioni. I progettisti hanno reagito dinanzi a questa difficoltà, creando degli accessi che caratterizzino e definiscano l’identità dell’intero complesso, differenziandolo dagli altri.

Dettaglio dell'accesso_1

Dettaglio dell'accesso_2

Dettaglio dell'accesso_3

Attacco a terra

Le abitazioni sono raggiunte da un percorso attraverso un parco al livello del suolo, capace di offrire
ai residenti una zona di filtro tra quelli che sono gli spazi privati, collettivi e pubblici.

Piano tipo

Prospetto NORD-EST

Dettaglio della facciata_2D


Dettaglio del paramento della facciata esterna
Prospetto NORD-OVEST

Tutti gli alloggi godono di una terrazza, capace di favorire un legame visivo con il contesto urbano.
Inoltre si osservano diversi tagli di appartamento, pensati per soddisfare le necessità delle utenze.


Vista interna di un alloggio

L’intero intervento è corredato anche da una aggiunta artistica, Atelier YokYok ha infatti dipinto i portici per stabilire un dialogo grafico tra l’architettura e la scuola adiacente al complesso.

Dettagli artistici_1

Dettagli artistici_2

Dettagli artistici_3

Sara Contino #LABAA2018

Sitografia


RABATANALAB_Social housing in Bergen_Bergen, Norvegia_ 2015


Il nuovo quartiere residenziale di Bergen in Norvegia, appena fuori dal centro antico si trova su di un sito dal forte carattere paesaggistico e storico; un’area affacciata all’interno del fiordo che fu teatro della realtà industriale cittadina a partire dal medioevo, abbandonata da molti anni oggi si è trasformata in una spaccatura fra due parti della città.



Il progetto dello studio Rabatanalab cerca di ricucire questo strappo puntando sulla relazione fra terra ed acqua e sul nuovo modello di città autosufficiente, fautrice di relazioni sociali nella condivisione e compartecipazione degli spazi e delle funzioni. Questa riconnessione viene ottenuta attraverso bande di cucitura trasversali rappresentate dagli edifici e tasche di verde pubblico, creando un disegno urbano che si ispira al quartiere di Bryggen, patrimonio dell’Unesco.





Edifici stretti e lunghi si alternano a dei vuoti, reinterpretando il concetto delle corti, nelle quali si vengono a creare degli spazi verdi semiprivati che concorrono a creare un nuovo insediamento comunitario, questo servito da spazi commerciali e di lavoro cooperativo; mentre la relazione fra terra ed acqua viene mitigata da un waterfront progettato come una sequenza di percorsi impostati su differenti quote che si corona in un parco lineare avente lo scopo di ricucire il nuovo quartiere di Mollendal alla città.






Scendendo di scala troviamo una tipologia a ballatoio che reinterpreta il collegamento orizzontale come una promenade coperta caratterizzata da un successione di ambienti dal carattere comunitario. Una serie di tagli di appartamenti caratterizzati dalla forte adattabilità all’utente, questa permessa da una progettazione modulare per fasce, risultano essenziali ma sempre dotati di terrazza privata, che in realtà si vedono potenziati dal forte numero di servizi presenti all’interno del complesso stesso.





Sitografia:

Alessandro Mengana #LABAA2018

Social Housing Refurbishment . Lieven Dejaeghere Architect . Izegem, Belgium . 2013

Architetti                             Lieven Dejaeghere Architect
Ubicazione                           Izegem, Belgium
Team di progettisti              Lieven Dejaeghere Architect
Anno di costruzione             2013




vista esterna dell’edificio


Il cliente è una società di edilizia sociale locale (denominata Izegemse Bouwmaatschappij), che opera in una città con circa 27.000 abitanti. L’azienda affitta attualmente circa 450 diverse strutture abitative. La società ha venduto circa 950 alloggi in passato.

Il core business della società consiste nello sviluppo di strutture abitative sociali destinate ad essere affittate a gruppi sociali target a prezzi più bassi (corrispondenti normative fiamminghe). Il progetto “Heilig Hartschool” è sviluppato per ospitare singoli inquilini.
Il fatto che l’impresa di housing sociale lavori in un’area locale crea una relazione intensa con l’autorità locale. L’idea di trasformare la vecchia scuola si è svolta in un forum comune, che si svolge ogni trimestre di un anno.

Il “Izegemse Bouwmaatschappij” trova un’importante sfida che il programma abitativo offre un valore aggiunto, non solo per gli utenti, ma anche per l’ambiente.  
Il progetto riguarda il riorientamento di un ex sito scolastico. Le due ali principali e la guardiola sul lato della strada furono restaurate e convertite in un totale di diciassette social housing.
Sul lato sud-orientale la tenuta è stata ulteriormente completata con cinque nuove case a schiera che seguono la materialità e il volume degli edifici scolastici esistenti. Lo spazio esterno centrale è stato ridimensionato indurendo una parte per assomigliare al campo da gioco precedente e inoltre è stato creato un parco.


vista esterna dell’edificio > materiali e infissi

vista esterna dell’edificio > il parco centrale

vista esterna dell’edificio > il parco centrale


La scuola ha un grande valore storico per la città e per i suoi abitanti “maschili”. La scuola ha anche una storia unica (durante la Grande Guerra). È molto importante conservare quella singolarità. Mantenere le facciate degli edifici è sempre essenziale per preservare questa singolarità.  
Per conservare il carattere autentico e la “memoria collettiva” della scuola, le pareti di sostegno, le aperture delle porte e dei telai sono state mantenute intatte.


vista esterna dell’edificio > il fronte strada

vista esterna dell’edificio > l’ex scuola

Il riorientamento della scuola in un’area residenziale impedisce il potenziale bisogno di reallment. Dopo tutto, ogni classe viene riorientata come un’unità residenziale. Proprio come in passato le aule hanno fornito l’accesso al parco giochi, le unità residenziali ora forniscono l’accesso allo spazio esterno centrale.
Le sfide per trasformare un vecchio luogo in un luogo che offra tutti i comfort contemporanei per gli utenti più tardi sono molteplici: implementare regolamenti abitativi (per soddisfare esigenze diverse), risolvere ostacoli tecnici, sviluppare una visione comune in relazione al vicinato, fattibilità finanziaria.
Con questo riorientamento miriamo a preservare la natura storica della Heilig Hartschool. Per organizzare le unità abitative all’interno delle aule, ad esempio una camera da letto separata, un bagno e una cucina, abbiamo usato pareti di vetro a effetto serra. Queste pareti forniscono una separazione sia fisica che parzialmente visiva, ma assicurano che l’aula originale come uno spazio ben proporzionato rimanga palpabile e visibile.
L’idea del progetto “bring in” è di rivalutare l’area proposta come un progetto di alloggio sociale con uno spazio pubblico qualitativo e sufficienti possibilità di “accessibilità”.







pianta piano terra > attacco a terra > il sistema degli accessi

pianta tipo alloggio 1 > 53 mq


pianta tipo alloggio 2 > 92 mq


 appartamento tipo 1 > interni


 appartamento tipo 1 > interni

appartamento tipo 1 > interni


appartamento tipo 1 > interni

appartamento tipo 1 > interni

appartamento tipo 2 > interni



Riassumendo le ambizioni progettuali sono: 



1. Conservazione e rafforzamento delle qualità spaziali dell’esterno e dell’interno della ex “Heilig Hart School”;

2. Il numero di case e tipi di abitazioni deve essere proporzionale alla capacità del sito di sopportare questo; c’è scelto per una camera da letto tipi nelle classi e due tipi di camere da letto nelle case di nuova costruzione.

https://www.archdaily.com/770503/social-housing-refurbishment-in-izegem-architect-lieven-dejaeghere

LISA DA ROLD #LABAA2018

MOUSSAFIR ARCHITECTES_Tetris_(Francia)_2010





Area: 840.0 m²
Costo: 1.460.000 €
Indirizzo: Rue du N, 75018 Paris, Francia
Team: Jacques Moussafir with Alexis Duquennoy (architect project manager) 
Data: 2010 



Ortofoto 2008



Ortofoto 2017


Lo studio di architettura francese Moussafir Architectes è l'autore di Tetris, un edificio suddiviso in residenze sociali e atelier per artisti, parte di un più ampio programma mirato a rivitalizzare e riqualificare un quartiere molto degradato, nell'area nord di Parigi. Gli appartamenti si affacciano l'uno verso l'altro, su strade diverse: Rue du Nord e Rue Emilie Chaines.

I tre lotti assegnati ai Moussafir Architects sono stati modellati partendo da due considerazioni principali: rimanere in armonia con la scala e la densità del quartiere e massimizzare lo spazio e la luce del giorno a disposizione dei futuri residenti. Le piccole dimensioni del lotto hanno determinato la costruzione di un unico appartamento per piano, e approfittando dell'orientamento nord-sud dell'edificio sono state create ampie e luminose zone living.




Vista da Rue Emilie Chaines


Vista da Rue du Nord

Dal momento che le norme comuni per l'edilizia residenziale sociale limitano la dimensione degli appartamenti, gli architetti hanno voluto differenziare i volumi interni con la creazione di una facciata espressiva ritmata da numerose aperture, ben integrate con il contesto. Delle grandi cornici di legno di iroko sporgono dalla facciata distinguendo ogni singola unità abitativa.





Vista da Rue du Nord


Vista dettaglio logge

Le camere da letto e i soggiorni dei vari appartamenti sono posizionati in maniera sfalsata nei vari piani mentre lo spostamento delle lastre del pavimento contribuisce a creare layout personalizzati per ogni unità, ottimizzando l'occupazione dello spazio. I bow-window, estesi a tutta altezza, estendono la superficie delle zone giorno, rendendole immediatamente leggibili all'esterno. Gli atelier degli artisti sono trattati in modo simile, esaltando una ricercata fusione di ambiente domestico e di lavoro.







Sitografia:

http://www.moussafir.fr/fr/logements-sociaux-ateliers-d’artistes-paris-2005-2010#






Luigi Mereu #LABAA2018