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RABATANALAB_Social housing in Bergen_Bergen, Norvegia_ 2015


Il nuovo quartiere residenziale di Bergen in Norvegia, appena fuori dal centro antico si trova su di un sito dal forte carattere paesaggistico e storico; un’area affacciata all’interno del fiordo che fu teatro della realtà industriale cittadina a partire dal medioevo, abbandonata da molti anni oggi si è trasformata in una spaccatura fra due parti della città.



Il progetto dello studio Rabatanalab cerca di ricucire questo strappo puntando sulla relazione fra terra ed acqua e sul nuovo modello di città autosufficiente, fautrice di relazioni sociali nella condivisione e compartecipazione degli spazi e delle funzioni. Questa riconnessione viene ottenuta attraverso bande di cucitura trasversali rappresentate dagli edifici e tasche di verde pubblico, creando un disegno urbano che si ispira al quartiere di Bryggen, patrimonio dell’Unesco.





Edifici stretti e lunghi si alternano a dei vuoti, reinterpretando il concetto delle corti, nelle quali si vengono a creare degli spazi verdi semiprivati che concorrono a creare un nuovo insediamento comunitario, questo servito da spazi commerciali e di lavoro cooperativo; mentre la relazione fra terra ed acqua viene mitigata da un waterfront progettato come una sequenza di percorsi impostati su differenti quote che si corona in un parco lineare avente lo scopo di ricucire il nuovo quartiere di Mollendal alla città.






Scendendo di scala troviamo una tipologia a ballatoio che reinterpreta il collegamento orizzontale come una promenade coperta caratterizzata da un successione di ambienti dal carattere comunitario. Una serie di tagli di appartamenti caratterizzati dalla forte adattabilità all’utente, questa permessa da una progettazione modulare per fasce, risultano essenziali ma sempre dotati di terrazza privata, che in realtà si vedono potenziati dal forte numero di servizi presenti all’interno del complesso stesso.





Sitografia:

Alessandro Mengana #LABAA2018

MOATTI – RIVIERE


Architetti: Agenzia Moatti - Rivière
Posizione: Quai des Carrières a Charenton le Pont (94220), Francia
Zona totale d’intervento: 8000 m²
zona di progetto: 3884 m²
Ingegneria: EGIS Nord
Cliente: Reale 3F
Costo 10 M € (1 450 € / m²)
Anno di realizzazione: 2016






Il progetto fa parte di un'operazione più ampia che comprende tre edifici in totale: quello di cui si sta trattando, un secondo di 2500 m di uffici ristrutturati in affitto, e un terzo, anch'essi trasformati in abitazioni.
L’edificio si trova  nella prima periferia a sud-est di Parigi nel Comune di Charenton-Le-Pont, in posizione antistante rispetto la Senna e ad un passo dalla caotica austrada A4.

L’architetto cerco di rispondere ad una domanda complessa: “Come rimettere gli umani al centro di un'architettura di uffici in calcestruzzo prefabbricata? Come offrire ad ogni abitante una forma di individualità da una facciata ripetitiva? Come inserire case personalizzate in una struttura così spessa? “
La sfida quindi è multipla: il contesto urbano molto limitato, il cambio di incarico e la convivenza sociale, rendendo l'edificio funzionale ed esemplare in termini di sviluppo sostenibile.

La trasformazione riguarda la riconversione di 8000 m2 di uffici di un edificio degli anni ’70 in una residenza intergenerazionale di 90 unità ed in 2.500 m2 di spazi per uffici.






Si sviluppa con impianto ad L ed è formato da 3 corpi di fabbrica: quello che rappresenta il prospetto principale di 6 piani fuori terra, si sviluppa per 260 m lungo il fronte stradale di Quai des Carrieres e altri due di 3 piani fuori terra che vanno a creare una corte interna.
La facciata dell’edificio principale era all’epoca contraddistinto da un’elevata serialità di moduli prefabbricati in cemento, che ora vengono mantenuti con la sostituzione delle finestre esistenti: la linea di facciata viene arretrata di 70 centimetri per realizzare delle logge che ospitano vegetazione che sfrutta sia l’irrigazione che il recupero dell’acqua piovana.

La nuova pelle è costituita da cemento cellulare (spessore 15 cm) rivestito in legno di larice (posa openwork verticale): l'isolamento acustico è assicurato da uno strato di lana minerale assorbente 10 cm di spessore all'interno e dai tripli vetri e dai telai in alluminio delle nuove finestre
Anche dal punto di vista della ventilazione è alquanto efficiente: il circuito di rinnovo dell'aria, a forma di S, è integrato direttamente nella muratura, la presa d'aria che si trova nel soffitto di ogni loggia, e due filtri acustici posizionati a ciascuna estremità della guaina, completano il dispositivo.
La nuova facciata regola i guadagni solari grazie all’effetto dell'ombreggiatura solare generata dall'esistente.








Tutto ciò conferisce una nuova identità all'edificio grazie alla profondità e al ritmo casuale delle logge in seguito alla demolizione di un gran numero di elementi prefabbricati in calcestruzzo.
Il giardino collettivo sul lato nord invece, racchiuso dai due corpi di fabbrica più bassi ortogonali al prospetto principale, crea uno spazio riservato dal caos della strada, e allo stesso tempo sociale, fungendo da spazio comune per i residenti, creando così intimità nella monumentalità.






pianta piano terra
distribuzione verticale ed orizzontale
alloggi e spazi comuni



 pianta piano tipo
distribuzione verticale ed orizzontale
pianta piano terra
tipologia alloggi

TIPOLOGIA  T1_1,  25 - 35 mq:  monolocale a sviluppo longitudinale (affaccio unico) o trasversale (doppio affaccio) - zona servente a nord

TIPOLOGIA  T1_2,  30 mq:  monolocale con affaccio passante est-ovest  zona servente laterale

TIPOLOGIA  T1_3,  25 mq:  monolocale con affaccio passante est-ovest  zona servente laterale
TIPOLOGIA  T2_1,  40 - 44 mq:  bilocale con affaccio unico a sud zona servente centrale
TIPOLOGIA  T2_2,  40 - 49 mq:  bilocale d’angolo con affaccio su corte interna zona servente laterale
TIPOLOGIA  T2_3,  40 - 49 mq:  bilocale  con affaccio unico su corte interna zona servente laterale
TIPOLOGIA  T2_4,  49 mq:  bilocale con affaccio unico su corte interna zona servente centrale





TIPOLOGIA  T3,  63 mq: alloggio d’angolo con affaccio passante sud-nord  zona servente centrale (doppi servizi) - due camere




TIPOLOGIA  T4,  53 mq: alloggio con affaccio passante sud-nord  zona servente centrale - due camere


FONTI

 https://www.moatti-riviere.com/projets/logement/90-logements-bureaux-charenton-pont-94
https://www.archdaily.com/800178/transformation-of-office-building-to-90-apartments-moatti-riviere
  https://www.archidesignclub.com/magazine/rubriques/architecture/48926-moatti-%E2%80%93-rivi%C3%A8re-90-logements-et-bureaux.html
https://www.cahiers-techniques-batiment.fr/article/reconversion-d-envergure-a-charenton-le-pont.32792
http://www.batiactu.com/edito/l-agence-moatti--riviere-transformera-des-bureaux-37663.php

Ilaria Pieri # LABAA2018

Patronage Laïque “Jules Vallès”, MAB LAPS

Architetti: MAB, LAPS
Luogo: Parigi
Cliente: Patron Laïque “Jules Vallès”
Area costruita: 1.834mq
Anno: 2010

L’esigenza di nuovi locali per il Patronage Laïque “Jules Vallès”, centro civico polivalente parigino, venne a crearsi nel 2010, quando gli spazi dell’associazione, risalenti al 1905, si dichiararono inadeguati e indussero la Régie Immobilière de la Ville de Paris (Rivp) a indire un concorso per la progettazione di un nuovo edificio. Fra le proposte pervenute venne selezionata quale vincitrice quella formulata dalla joint-venture internazionale composta dagli studi Mab Arquitectura  e Laps Arquitecture con una proposta d’insieme che privilegia il rapporto con la città, instaurando un forte legame con lo spazio pubblico e una continuità tra interno ed esterno che ne accentua il carattere di servizio al quartiere. Il progetto risponde alla volontà della committenza di valorizzare i concetti di accessibilità, convivialità e prossimità di questo luogo ai cittadini del quartiere.



L’edificio sviluppa due differenti programmi all’interno di un solo involucro, integrando in un carattere unitario le due identità, quella pubblica del Patronage Laïque e quella privata della Residenza Sociale(30 unità abitative per giovani lavoratori).La struttura pubblica e il programma di edilizia sociale godono di due ingressi distinti. Il Patronage si apre verso l’avenue Félix Faure con un atrio vetrato che ancora la struttura a terra e al quartiere ed estende lo spazio pubblico all'interno dell'edificio, consentendo ai passanti di scoprire dalla strada le attività del centro o invitandoli semplicemente allo spazio wi-fi e alla caffetteria , al fine di favorire il carattere conviviale e generoso che questo luogo storicamente incarna e di convertirlo in un punto di ritrovo di quartiere con gli oltre 30.000 fruitori annui.



La reception del Patronage Laïque è concepita come uno spazio pubblico coperto articolato intorno all’atrio a doppia altezza.
Sono stati quindi creati all’interno generosi luoghi di incontro che favoriscano un'apertura sulla città; rispondendo al desiderio della città di Parigi di "stare meglio insieme" in uno spirito di apertura al mondo
i corridoi ad esempio, sono stati progettati per essere occupati dagli utenti in modo personale e informale.









Uno dei principali obiettivi del progetto è stato fornire una nuova facciata alla corte interna dell’isolato, evitando di elevarsi con un muro cieco. Per questa ragione, si è scelto di ritrarre l’edificio dal limite del lotto e aprire verso la corte una nuova facciata interna, colorata e traslucida.
È stata così disegnata una facciata scandita da terrazze continue di distribuzione, esposte a sud-ovest e schermate da persiane in U-glass, che servono i quattro livelli delle residenze.











Sitografia:
https://www.archdaily.com/602384/patronage-laique-and-social-housing-laps-architecture-mab-arquitectura
www.architetto.info › News
www.mabarquitectura.com/index.php/portfolio/paris-2010/

Lidia Polimeni #LABAA2018