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RABATANALAB_Social housing in Bergen_Bergen, Norvegia_ 2015


Il nuovo quartiere residenziale di Bergen in Norvegia, appena fuori dal centro antico si trova su di un sito dal forte carattere paesaggistico e storico; un’area affacciata all’interno del fiordo che fu teatro della realtà industriale cittadina a partire dal medioevo, abbandonata da molti anni oggi si è trasformata in una spaccatura fra due parti della città.



Il progetto dello studio Rabatanalab cerca di ricucire questo strappo puntando sulla relazione fra terra ed acqua e sul nuovo modello di città autosufficiente, fautrice di relazioni sociali nella condivisione e compartecipazione degli spazi e delle funzioni. Questa riconnessione viene ottenuta attraverso bande di cucitura trasversali rappresentate dagli edifici e tasche di verde pubblico, creando un disegno urbano che si ispira al quartiere di Bryggen, patrimonio dell’Unesco.





Edifici stretti e lunghi si alternano a dei vuoti, reinterpretando il concetto delle corti, nelle quali si vengono a creare degli spazi verdi semiprivati che concorrono a creare un nuovo insediamento comunitario, questo servito da spazi commerciali e di lavoro cooperativo; mentre la relazione fra terra ed acqua viene mitigata da un waterfront progettato come una sequenza di percorsi impostati su differenti quote che si corona in un parco lineare avente lo scopo di ricucire il nuovo quartiere di Mollendal alla città.






Scendendo di scala troviamo una tipologia a ballatoio che reinterpreta il collegamento orizzontale come una promenade coperta caratterizzata da un successione di ambienti dal carattere comunitario. Una serie di tagli di appartamenti caratterizzati dalla forte adattabilità all’utente, questa permessa da una progettazione modulare per fasce, risultano essenziali ma sempre dotati di terrazza privata, che in realtà si vedono potenziati dal forte numero di servizi presenti all’interno del complesso stesso.





Sitografia:

Alessandro Mengana #LABAA2018

ATELIER DU PONT _ Social Housing Units _ Saint-Denis, Francia _ 2013

Architetti

Atelier Du Pont
Luogo
4 Rue Gabriel Péri, 93200 Saint-Denis, Francia
Area
2815.0 m2
Anno
2013

Il programma di edificazione di 32 alloggi sociali e una attività commerciale ad opera dello studio Atelier Du Pont, fa parte della nuova zona di sviluppo alle porte di Parigi, al confine del centro storico di Saint Denis. Il lotto è collocato nel punto di incontro tra due realtà urbane contrastanti: ad ovest troviamo Rue de la Legion d’Honneur, una strada molto trafficata e dedicata allo shopping che porta alla famosa Basilica, mentre a sud c’è il nuovo quartiere “Porte de Paris”, dove le attività terziarie si trovano a coesistere con realtà differenti, tra cui quella delle residenze.

Masterplan dell'area di progetto

L’edificio ha la particolarità di essere collocato in una zona d’angolo, assumendo il ruolo di mediazione tra le preesistenze; è stato progettato come elemento chiave per collegare la città antica a quella moderna, mediando tra due stili architettonici differenti, uno dato dai materiali, quali il mattone, legati alla terra, e l’altro più moderno.



Il lotto d'angolo nel quale è inserito il progetto

L’angolo del fabbricato si ricollega quindi agli edifici adiacenti ed è ricoperto da strisce in alluminio anodizzato che servono come schermatura solare, dando allo stesso tempo ai balconi un senso di privacy e facendo risplendere la facciata al sole. La sagoma dell’edificio emerge così rispetto al contesto e sottolinea l’ingresso alla città.




 La transizione tra l'esistente e il nuovo



Dettaglio della doppia pelle in alluminio anodizzato

Gli ampi balconi protetti dalla doppia pelle





L’immobile sorge su strada pubblica e al piano terreno può ospitare un grande esercizio commerciale. Lo spazio pubblico della strada si arricchisce anche della profondità laterale degli spazi semipubblici dei servizi inclusi nell’edificio e la scena diviene più complessa e vivace.
La costruzione prevede due diversi corpi scala che conducono agli alloggi, e entrambi sono accompagnati a piano terra da spazi per il deposito bici, lavanderia a area tv e telefono.







Gli spazi comuni a piano terra


Dovendosi confrontare direttamente col traffico della città, la forma compatta del fabbricato è orientata per ottenere il maggior comfort ambientale: gli alloggi offrono zone giorno con porte a doppio battente che separano la cucina dal salotto, ma che all’occorrenza possono essere aperte, creando spazi che tagliano da una parte all’altra dell’edificio, in modo da poter utilizzare al massimo la ventilazione e l’illuminazione naturali. Inoltre le unità hanno tra loro dimensioni molto diverse, spaziando da monolocali fino ad arrivare ad alloggi con quattro camere da letto, per promuovere il valore di mixité sociale. Infine è presente un ampio sotterraneo adibito a parcheggio.










Le unità beneficiano di pannelli solari sul tetto per parte della fornitura di acqua calda. Da sottolineare anche la presenza di un’area adibita a giardino sul retro dell’edificio al primo piano, utile sia come pozzo di luce per le unità, sia come uno spazio verde non a diretto contatto con la strada.




I pannelli solari in copertura

Il sito rappresenta una fantastica opportunità, un’area urbana dove si passa da una strada per lo shopping molto trafficata ad una strada più tranquilla e residenziale. Inoltre segna la storia come la prima fase del nuovo progetto di urbanizzazione lungo il canale di Saint-Denis, solo a pochi isolati dallo Stadio di Francia.

Sitografia:

Elena Rosati #LABAA2018

TRASFORMAZIONE IN CIVILE ABITAZIONE DI UN IMMOBILE ADIBITO A TIPOGRAFIA

Progetto: Trasformazione in civile abitazione di una tipografia
Architetto: CMT Architetti
Luogo: Siena

Anno: 2003


Ledificio, situato nel centro storico di Siena, è stato costruito nei primi decenni del 900 e, nel corso della sua breve storia è stato interessato da diversi interventi di tipo edilizio, tra i quali il più importante ha riguardato la sopraelevazione, da due a tre livelli fuori terra, eseguita negli anni 50, che lo ha portato ad assumere la fisionomia attuale che presenta aspetti di carattere urbanistico, tipologico e storico, sicuramente inusuali per un immobile posto all’interno del Centro Storico Senese. I locali interessati dall’intervento, in precedenza interamente occupati dalla tipografia, sono prevalentemente ad un piano a doppio livello. Ledificio costituisce certamente una sorta di eccezione rispetto alla configurazione con la quale si è formata, sviluppata e accresciuta la città stessa.


Il progetto, che prevede la realizzazione al piano terreno di sei unità residenziali, è classificabile come un blocco lineare di case a schiera, caratterizzate dall’accostamento di più unità abitative unifamiliari aggregate, con ingressi indipendenti e separate per mezzo di muri ciechi comuni. 

Pianta Piano Terra

Ogni abitazione, con due affacci passanti ed una zona di servizi centrale, si sviluppa su due livelli dividendo la zona notte ricavata al piano primo (dove sono presenti due ampie camere un ripostiglio ed un bagno), dal piano terra dove trovano posto i garage e la zona giorno. Tutti gli alloggi presentano una superficie netta di circa mq. 80 ( oltre ai mq 15 di garage ).


Pianta Piano Primo
Questa tipologia edilizia presenta alcuni vantaggi come il maggior isolamento acustico dato dai muri ciechi, il parcheggio privato e l’indipendenza dai vicini di casa. Ovviamente vi sono anche delle criticità come la minore illuminazione data dai due soli punti di luce e dalla morfologia stretta e lunga. Questo problema limita le possibilità distributive interne orientando il posizionamento dei servizi in un punto centrale e ad utilizzare al massimo le poche fonti di luce creando un unico ambiente per cucina e soggiorno. 
I tamponamenti esterni saranno caratterizzati dall'alternanza di un materiale antico e caldo come il legno di rovere ed uno più spiccatamente moderno come l'alluminio delle persiane, usate come oscuramento delle ampie finestre. L'intervento finito, nel suo complesso, sarà così caratterizzato dalla composizione, su ogni facciata, di vari materiali: il laterizio facciavista delle lesene e delle paraste orizzontali segnala la struttura originaria e mantiene inalterato il filo sottile ma importante con la storia dell'immobile e della città; il legno e l'acciaio delle tamponature della parte basamentale, evidenziano il nuovo intervento senza comunque trascurare il rispetto per gli spartiti tipologici e compositivi delle facciate dell'edificio. 


Francesca Giugliano#LABAA2018
Sitografia: https://divisare.com/projects/11325








151 case, negozi e garage a Mieres



Architetti: Amann Canovas Maruri
Luogo: Mieres, Spagna
Architetti responsabili: Atxu Amann Alcocer, Andrés Cánovas Alcaraz, Nicolás Maruri González de Mendoza
Committente: OCA, Construcciones y Proyectos SL
Strutture: José Cerezo
Area: 2676808.0 sqm
Anno di realizzazione: 2012
Fotografie: David Frutos


Il concept del gruppo spagnolo consta quattro edifici: uno completa la testata d’angolo di un isolato già esistente, gli altri tre edifici, concepiti come entità separate, vengono poi unificate dalla stessa pelle in policarbonato. I tre edifici costituiscono l'isolato adiacente.  
Viste le limitazioni urbanistiche, il team di lavoro si è focalizzato sugli aspetti tipologici della tradizione abitativa locale, consentendo una scelta di soluzioni estremamente adatte alla regolazione della temperatura interna: il sistema a ballatoio continuo, realizzato sui due lati dell’edificio e schermato da pannelli in policarbonato opaco, consente una serie di operazioni per la regolazione termica, come ventilazione naturale e riduzione della dispersione del calore in inverno. E' inoltre efficace come elemento fonoisolante, genera una luce diffusa e garantisce la privacy.


Vista dell'edificio d'angolo

Vista dei due edifici con la pelle in policarbonato totalmente chiusa

E' interessante vedere come il gruppo di architetti spagnoli ha deciso di approcciarsi al problema di rendere più attuale e moderno alcune soluzioni antiche, come le loggie, le terrazze e le verande vetrate, come i bow-window, che spesso si ritrovano nelle abitazioni del nord della spagna. Da un punto di vista energetico, la doppia pelle, la protezione delle facciate, le "gallerie vetrate" e i materiali ad inerzia termica sono stati i veri "motori" concettuali, la cui ricerca è stata guidata da esempi tradizionali e di cui è stato individuato un corrispettivo in tecnologie contemporanee.
Lo scopo del progetto, dal punto di vista energetico, è quindi non solo quello di non consumare energia, ma in un certo senso persino di "produrla", senza necessariamente l'impiego di pannelli termici o fotovoltaici: infatti la doppia pelle dell'edificio funge da "parete passiva" in grado di accumulare calore e diffonderlo all'interno degli alloggi, nonché riuscire a impedire la dispersione dell'energia verso l'esterno. Grazie all'impiego di materiali con grande inerzia termica, inoltre, il calore "immagazzinato" durante il giorno può essere facilmente rilasciato in modo continuo durante la notte.


Vista del ballatoio interno

Vista dell'ingresso all'edificio d'angolo

Ragionando dal punto di vista distributivo, il complesso si conforma come un sistema di edifici in linea, ognuno dotato di due appartamenti per piano, ai quali si accede tramite un vano scale, impedendo di fatto la comunicazione tra appartamenti di blocchi adiacenti. In questo senso, l’ampia corte centrale aperta ha una funzione prettamente distributiva e di servizio, e permette la fruizione delle attività commerciali poste a piano terra, le quali diventano quasi esclusive per i residenti. Una scelta che potrebbe essere poco felice dal punto di vista della condivisione degli spazi è che l’edificio, quando i pannelli sono totalmente chiusi, risulti quasi impenetrabile: questa scelta progettuale impedisce di percepire lo spazio interno come uno spazio pubblico. L’effetto “solido” della pelle esterna è smorzato dalla semitrasparenza dei pannelli, che, soprattutto nelle ore serali, lasciano trasparire il bagliore delle luci interne. L’effetto monocromatico, che rende l’edificio compatto e a volte lo fa quasi “sparire” nel cielo del nord della Spagna, spesso nuvoloso, è invece attenuato dall’uso di piastrelle colorate: questo fatto rende palese la netta separazione tra ambito “pubblico” e ambito “privato”, i quali, in perfetta sintonia con l’andamento delle stagioni, si mescolano in vario modo. In estate si ha la completa “apertura” dell’edificio, che diventa permeabile ai flussi di aria e di relazioni.

Vista notturna del complesso

L'edificio con i pannelli in policarbonati aperti 

I fronti degli edifici, sui lati lunghi, sono in generale rivolti ad est e ad ovest, mentre in quelli corti, ad angolo, a sud e a nord. La differenza di temperatura tra i vari fronti contribuisce alla ventilazione. Inoltre gli spazi interni sono organizzati con una netta divisione degli spazi serventi e di quelli serviti, ponendo da un lato bagni e cucina e dall’altro il soggiorno e le camere. Comunque, in generale, gli alloggi possono essere personalizzati con una certa libertà, proprio in virtù della distribuzione dei cavedi per il passaggio delle tubature. C'è inoltre un'attenzione tutta particolare ad un aspetto del vivere quotidiano che non sempre viene tenuto in mente: spesso le lavatrici vengono messe in cucina, ma non è un luogo così efficiente, perché spesso viene usata la vasca da bagno per effettuare alcune operazioni di lavaggio. Di conseguenza, gli architetti hanno pensato di posizionare i locali lavanderia in prossimità dei bagni, compattando così il ciclo di lavaggio. Inoltre, lo spazio dei ballatoi esterni, può essere variamente considerato come un ambiente aggiuntivo all'appartamento vero e proprio: si tratta, a tutti gli effetti, di uno spazio "ibrido", né interno né esterno, né propriamente pubblico né del tutto privato, che può essere sfruttato come un "muro attrezzato": l'uso dei pannelli non ha solo una funzione energetica, dunque, ma consente un impiego "flessibile" di uno "spazio filtro" in base alle esigenze dell'utenza. E' un "muro tecnico" per le esigenze di ventilazione (consente di disperdere facilmente l'umidità dei locali bagno e lavanderia), ma allo stesso tempo è una vera e propria stanza in più.
E' opportuno segnalare anche la particolare soluzione ad angolo del complesso più grande, dove le finestre sono state opportunamente ruotate per avere una vista migliore sulla corte interna.


Il modellino del progetto

Pianta del piano terra
Pianta del piano tipo
Piante e soluzione aggregativa degli appartamenti
Piante quotate degli appartamenti

Caterina Ferraro #LABAA2018
Sitografia: www.archdaily.com [https://www.archdaily.com/346619/151-homes-shops-and-garage-in-mieres-amann-canovas-maruri/?ad_source=myarchdaily&ad_medium=bookmark-show&ad_content=current-user]

Gouda Cheese Warehouse Loft Apartments



Architetti: Mei architects and planners
Luogo: Westerkade 2, 2802 SL Gouda, Olanda
Area: 5000.0 m2
Anno di realizzazione: 2017
Fotografie: Ossip van Duivenbode, Jeroen Musch
Realizzazione: foreco, Orona, Viets Staal, Van den Oudenrijn timmerfabriek, Braat, Vebo


Il progetto realizzato da Mei Architects and planners ha un approccio tutto particolare: la fabbrica di formaggio "De Producent" di Gouda (città olandese internazionalmente nota come la "Capitale del formaggio") era un'azienda con all'attivo circa cento anni di storia nella produzione casearia ed era ormai un'icona locale e un simbolo prestigioso, un "monumento nazionale". Nel trasformare i due edifici, nuclei principali del ciclo di stagionatura, il gruppo di architetti ha pensato a preservare il più possibile intatta l'immagine complessiva, in modo tale che la cittadinanza potesse continuare a riconoscersi nella persistenza urbana, anche se con una mutata funzione.


i Gouda Cheese Warehouse Apartments e il rapporto con il contesto






Il primo dato interessante è quindi il fatto che la struttura degli edifici, esteriormente, non si sia modificata, mentre all'interno si è compiuta una vera e propria metamorfosi: tramite demolizioni precise e controllate (effettuate mediante il taglio dei muri con apposite seghe circolari montate su binari), è stato realizzato un ampio atrio coperto da un tetto vetrato, che lascia filtrare la luce anche ai piani più bassi. Il grande lucernario non è chiuso sui lati corti, favorendo così il ricircolo dell'aria. L'apertura contemporanea delle finestre sui lati esterni e di quelle sui lati interni consente la ventilazione naturale dell'edificio.

Vista dell'atrio con il sistema di ascensori e ballatoi

Vista dell'ultimo piano

Il grande lucernario aperto verso l'esterno
Le modifiche in facciata riguardano soprattutto l'apposizione di nuovi infissi - alcuni di questi di dimensioni diverse dagli originari ed installati sull'apertura originale opportunamente allargata - per dare modo ad ogni appartamento di avere uno spazio ibrido interno-esterno che fungesse da loggia.
Il sistema distributivo è molto efficiente e realizzato con strutture in acciaio pre-assemblate per i vani ascensore e per le scale. La carpenteria metallica pre-montata è stata calata in opera per mezzo di gru all'interno dei lacerti di muro della vecchia fabbrica lasciati integri. Due scale in acciaio alle due estremità si appoggiano al ballatoio di distribuzione che conduce in ogni singolo appartamento.
L'attenzione per i materiali è una delle cifre stilistiche di questo progetto: oltre a fungere da consolidamento dei corridoi distributivi, la matrice di cemento usata per i nuovi solai presenta un motivo a cerchi che ricordano le forme di formaggio. Alcuni elementi storici, come la bilancia nell'atrio, sono stati mantenuti e lasciati come segno tangibile di una passata e gloriosa epoca produttiva.


Dettaglio della facciata
Dettaglio del sistema distributivo


Sono stati realizzati nuovi solai in cemento e installati nuovi pilastri in acciaio. I vecchi solai in legno sono così stati impiegati come "casseforme a perdere" dei nuovi elementi strutturali. 
In particolare è stata preservata la struttura lignea di sostegno del tetto e dei solai e sono state recuperati e reimpiegati perfino i tavolati che sostenevano il formaggio per la stagionatura, nonché i numeri che identificavano le scaffalature: i primi sono stati usati come rivestimento esterno di ciascun piano, mentre i secondi sono le nuove targhe degli interni di ciascuna abitazione. Le tavole in legno sono state trattate con dei monomeri per riuscire ad avere gli standard minimi per la resistenza al fuoco. Dal testo fornito dagli architetti si legge: "I segni d'uso sulle tavole sono rimasti visibili dopo questo trattamento. In alcune delle scaffalature sono stati incisi dei 'motti', che forniscono un ulteriore significato. Queste frasi provengono da un tipico gioco da tavolo olandese che è stato rinvenuto negli archivi della 'De Producent'" (trad. dall'originale inglese)
L'utenza è stata direttamente coivolta nella realizzazione di ciascun appartamento, ognuno dei quali è personalizzato e tagliato direttamente sulle esigenze degli abitanti. Il "Gouda Cheese Warehouse Loft Apartments" si dimostra un ottimo esempio di flessibilità e di resilienza: la prima emerge dalla notevole varietà di metratura di ogni singolo alloggio e dalla disposizione di ciascun elemento base (cucina, soggiorno, ecc.), la seconda dal fatto che sia stato possibile trasformare così radicalmente un edificio a funzione industriale ad uno a scopo residenziale. Come afferma anche il gruppo di lavoro: "La circolarità in questo progetto non è rivolta solo alla sostenibilità o a ragioni di costo-efficienza, ma dà anche un senso all'edificio, mantenendo viva la sua storia centenaria" (trad. dall'originale inglese). 


Vista interna di uno degli appartamenti. Sulla destra si può notare la loggia-terrazza

Il tipo di alloggi, tuttavia, anche se fortemente personalizzato, mantiene una certa schematicità riconoscibile fondamentalmente costituita da un atrio di ingresso che conduce ad ogni ambiente. La zona notte è spostata tutta verso l'atrio, mentre la zona giorno e rivolta verso l'esterno. Questo denota una certa attenzione alle esigenze di vita: si preferisce ridurre lo spazio per il riposo ed eventualmente aumentare quello dedicato al soggiorno.
Benché notevole dal punto di vista realizzativo, è chiaro che questo edificio sia piuttosto carente dal punto di vista della condivisione sociale: non sono stati pensati, né realizzati, degli spazi comuni. Quelli a piano terra risultano essere dei locali tecnici di servizio e al piano interrato sono presenti dei locali cantina, ma a parte l'atrio di distribuzione, non esiste una particolare attenzione a dei momenti di aggregazione collettiva.


Pianta del piano terra
Pianta del piano tipo

Piante dei vari tipi di appartamenti e loro divisione in elementi funzionali
Piante degli appartamenti quotate e superfici utili

Caterina Ferraro #LABAA2018
Sitografia: www.archdaily.com [https://www.archdaily.com/885620/gouda-cheese-warehouse-loft-apartments-mei-architects-and-planners/?ad_source=myarchdaily&ad_medium=bookmark-show&ad_content=current-user]