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HOUSING L / IN:FLUX ARCHITECTURE_CHINA_2015


Location: Yantai, China
Anno: 2015
Tipologia: Residenziale
Area totale: 15000.0 sqm
 
Housing L è un progetto di ristrutturazione di un edificio per uffici situato a Laiyang, città caratterizzata da un’urbanizzazione ad alta velocità. Il fabbricato è rimasto abbandonato per più di dieci anni e, data la posizione strategica e gli sviluppi immobiliari del periodo, si è deciso di rinnovare lo stabile e trasformarlo in un edificio ad uso residenziale. Lungo la strada principale, sono stati mantenuti gli spazi commerciali posti ai primi due piani. Oltre ad aggiungere più ascensori e spazi di circolazione pubblica, sono stati aperti gli angoli dell’edificio sui piani residenziali e trasformati in terrazze pubbliche pensate per ospitare attività di quartiere degli inquilini.
 
 
 
 
Per soddisfare le necessità di spazi di vita esterni e ombreggiati, sono stati aggiunti balconi privati nella facciata sud e sud-est e, nei tre piani inferiori, è stata inserita una doppia pelle metallica con andamento ondulato per ridurre l'impatto diretto col traffico stradale. La facciata del balcone crea in questo modo un nuovo dialogo tra l'edificio e la città.
 


 
 
Senza modificare la struttura esistente, sono stati ridistribuiti sugli otto piani tre tipi di unità abitative (da 23 a 46 metri quadrati). Grazie all'efficiente suddivisione in fasce degli spazi abitativi, con i servizi disposti adiacenti al corridoio e la zona giorno/notte esposta verso la terrazza, la conformazione compatta dell’alloggio rende lo spazio abitativo più flessibile per la vita urbana moderna. Tutte le funzioni sono chiaramente definite, lasciando agli spazi un senso di continuità e coesione.
 
 
PIANTA PIANO TERRA PORZIONE RESIDENZIALE
 
 
 
 PIANTA PIANO TIPO
 
TIPOLOGIE DI ALLOGGI
 
SCHEMA DEGLI SPAZI PUBBLICI
 
SCHEMI DI DETTAGLIO BALCONE
 
 
VIRGINIA LOMBARDI #LABAA 2018

 
 
 
 
 
 

CHOISY-LE-ROI SOCIAL HOUSINGS_PHILIPPON-KALT ARCHITECTES URBANISTES_FRANCIA_2015


Location: Avenue Newburn 94600 Choisy-le-Roi
Anno: consegna Novembre 2015, progetto vincente 2012
Tipologia:  Residenze plurifamiliari / Edilizia sociale
Cliente: Expansiel Promotion
Area totale: 4 543 m² Fl. area | 4 780 m² Hab.s.a.
Costo: 7,5 M € HT
Etichette: French Effinergie + label, French Bbio Max -20%
Performance: French Bbio Max – 45%
 


Il progetto, a Choisy-le-Roi, in Val de Marne, di cui Valophis Habitat è lo sviluppatore, fa parte di un programma di rigenerazione urbana nel distretto di Briand-Pelloutier, basato sulla promozione della diversità sociale e sul rinnovamento del quartiere attraverso la costruzione di nuovi edifici residenziali ad alta efficienza energetica.
La soluzione prevista dallo studio di architettura Philippon – Kalt consiste in due edifici di sei piani contenenti 66 unità abitative sociali e un volume più basso di collegamento di forma ellittica con giardino pensile. Quest’ultimo è pensato per ospitare una sala comune dedicata a deposito biciclette e diventa il nucleo centrale attorno al quale possono circolare gli abitanti di entrambe le entità.
 
 
Il progetto è caratterizzato da una facciata in legno chiaro che avvolge entrambi gli edifici, seguendo le loro linee e le loro forme. Essendo dissociato dalla sua struttura, l’involucro è in grado di sopprimere i ponti termici e agire come una persiana scorrevole che si interrompe unicamente in corrispondenza delle terrazze. Fine, leggero ed altamente isolante, lo spessore murario, largo 30 cm, è composto dalla struttura in legno sostenuta da sottostrutture in acciaio e dai 20 cm di isolamento ad alta prestazione termica ed acustica.


 
 

La scelta insolita di costruire un edificio largo 17 metri nella parte centrale, ci conferma il lavoro scrupoloso fatto dagli architetti dal punto di vista termico ed ecologico. La sua compattezza infatti, ha garantito la libertà di orientamento degli alloggi, consentendo ugualmente una risposta termica molto efficiente.
Gli appartamenti da 2 a 4 camere possiedono tutti delle terrazze chiuse parzialmente che assicurano intimità ai residenti e un comfort visivo verso il paesaggio circostante. Le finestre a tutta altezza danno l’idea di continuità tra gli spazi interni e gli spazi esterni che diventano vere e proprie stanze in cui vivere capaci di estendere ogni abitazione.
 

Le parti comuni, ventilate ed illuminate naturalmente, sono necessarie per tessere i legami tra i diversi utenti dei luoghi, come il locale biciclette e passeggini che rappresenta l’elemento di distribuzione tra i due edifici, il quale partecipa alla composizione generale e allo stesso tempo diventa un posto di incontri informali. 
 
Il design bioclimatico dell'edificio data la sua compattezza, il guscio ad alte prestazioni e termicamente efficiente e l’esposizione al sole, ha permesso di ottenere l’etichetta Effinergie +, con un guadagno del 45% superiore al Bbio Max.
Lo scopo di questo progetto è incluso in un progetto di rinnovamento urbano, che dovrebbe raggiungere 375 alloggi pubblici e negozi.
 


 
PIANTA PIANO TERRA
 
PIANTA PIANO TIPO
TIPOLOGIE DI ALLOGGI
 


 
SEZIONE LONGITUDINALE
 
SEZIONE DI DETTAGLIO
 

VIRGINIA LOMBARDI #LABAA 2018




151 case, negozi e garage a Mieres



Architetti: Amann Canovas Maruri
Luogo: Mieres, Spagna
Architetti responsabili: Atxu Amann Alcocer, Andrés Cánovas Alcaraz, Nicolás Maruri González de Mendoza
Committente: OCA, Construcciones y Proyectos SL
Strutture: José Cerezo
Area: 2676808.0 sqm
Anno di realizzazione: 2012
Fotografie: David Frutos


Il concept del gruppo spagnolo consta quattro edifici: uno completa la testata d’angolo di un isolato già esistente, gli altri tre edifici, concepiti come entità separate, vengono poi unificate dalla stessa pelle in policarbonato. I tre edifici costituiscono l'isolato adiacente.  
Viste le limitazioni urbanistiche, il team di lavoro si è focalizzato sugli aspetti tipologici della tradizione abitativa locale, consentendo una scelta di soluzioni estremamente adatte alla regolazione della temperatura interna: il sistema a ballatoio continuo, realizzato sui due lati dell’edificio e schermato da pannelli in policarbonato opaco, consente una serie di operazioni per la regolazione termica, come ventilazione naturale e riduzione della dispersione del calore in inverno. E' inoltre efficace come elemento fonoisolante, genera una luce diffusa e garantisce la privacy.


Vista dell'edificio d'angolo

Vista dei due edifici con la pelle in policarbonato totalmente chiusa

E' interessante vedere come il gruppo di architetti spagnoli ha deciso di approcciarsi al problema di rendere più attuale e moderno alcune soluzioni antiche, come le loggie, le terrazze e le verande vetrate, come i bow-window, che spesso si ritrovano nelle abitazioni del nord della spagna. Da un punto di vista energetico, la doppia pelle, la protezione delle facciate, le "gallerie vetrate" e i materiali ad inerzia termica sono stati i veri "motori" concettuali, la cui ricerca è stata guidata da esempi tradizionali e di cui è stato individuato un corrispettivo in tecnologie contemporanee.
Lo scopo del progetto, dal punto di vista energetico, è quindi non solo quello di non consumare energia, ma in un certo senso persino di "produrla", senza necessariamente l'impiego di pannelli termici o fotovoltaici: infatti la doppia pelle dell'edificio funge da "parete passiva" in grado di accumulare calore e diffonderlo all'interno degli alloggi, nonché riuscire a impedire la dispersione dell'energia verso l'esterno. Grazie all'impiego di materiali con grande inerzia termica, inoltre, il calore "immagazzinato" durante il giorno può essere facilmente rilasciato in modo continuo durante la notte.


Vista del ballatoio interno

Vista dell'ingresso all'edificio d'angolo

Ragionando dal punto di vista distributivo, il complesso si conforma come un sistema di edifici in linea, ognuno dotato di due appartamenti per piano, ai quali si accede tramite un vano scale, impedendo di fatto la comunicazione tra appartamenti di blocchi adiacenti. In questo senso, l’ampia corte centrale aperta ha una funzione prettamente distributiva e di servizio, e permette la fruizione delle attività commerciali poste a piano terra, le quali diventano quasi esclusive per i residenti. Una scelta che potrebbe essere poco felice dal punto di vista della condivisione degli spazi è che l’edificio, quando i pannelli sono totalmente chiusi, risulti quasi impenetrabile: questa scelta progettuale impedisce di percepire lo spazio interno come uno spazio pubblico. L’effetto “solido” della pelle esterna è smorzato dalla semitrasparenza dei pannelli, che, soprattutto nelle ore serali, lasciano trasparire il bagliore delle luci interne. L’effetto monocromatico, che rende l’edificio compatto e a volte lo fa quasi “sparire” nel cielo del nord della Spagna, spesso nuvoloso, è invece attenuato dall’uso di piastrelle colorate: questo fatto rende palese la netta separazione tra ambito “pubblico” e ambito “privato”, i quali, in perfetta sintonia con l’andamento delle stagioni, si mescolano in vario modo. In estate si ha la completa “apertura” dell’edificio, che diventa permeabile ai flussi di aria e di relazioni.

Vista notturna del complesso

L'edificio con i pannelli in policarbonati aperti 

I fronti degli edifici, sui lati lunghi, sono in generale rivolti ad est e ad ovest, mentre in quelli corti, ad angolo, a sud e a nord. La differenza di temperatura tra i vari fronti contribuisce alla ventilazione. Inoltre gli spazi interni sono organizzati con una netta divisione degli spazi serventi e di quelli serviti, ponendo da un lato bagni e cucina e dall’altro il soggiorno e le camere. Comunque, in generale, gli alloggi possono essere personalizzati con una certa libertà, proprio in virtù della distribuzione dei cavedi per il passaggio delle tubature. C'è inoltre un'attenzione tutta particolare ad un aspetto del vivere quotidiano che non sempre viene tenuto in mente: spesso le lavatrici vengono messe in cucina, ma non è un luogo così efficiente, perché spesso viene usata la vasca da bagno per effettuare alcune operazioni di lavaggio. Di conseguenza, gli architetti hanno pensato di posizionare i locali lavanderia in prossimità dei bagni, compattando così il ciclo di lavaggio. Inoltre, lo spazio dei ballatoi esterni, può essere variamente considerato come un ambiente aggiuntivo all'appartamento vero e proprio: si tratta, a tutti gli effetti, di uno spazio "ibrido", né interno né esterno, né propriamente pubblico né del tutto privato, che può essere sfruttato come un "muro attrezzato": l'uso dei pannelli non ha solo una funzione energetica, dunque, ma consente un impiego "flessibile" di uno "spazio filtro" in base alle esigenze dell'utenza. E' un "muro tecnico" per le esigenze di ventilazione (consente di disperdere facilmente l'umidità dei locali bagno e lavanderia), ma allo stesso tempo è una vera e propria stanza in più.
E' opportuno segnalare anche la particolare soluzione ad angolo del complesso più grande, dove le finestre sono state opportunamente ruotate per avere una vista migliore sulla corte interna.


Il modellino del progetto

Pianta del piano terra
Pianta del piano tipo
Piante e soluzione aggregativa degli appartamenti
Piante quotate degli appartamenti

Caterina Ferraro #LABAA2018
Sitografia: www.archdaily.com [https://www.archdaily.com/346619/151-homes-shops-and-garage-in-mieres-amann-canovas-maruri/?ad_source=myarchdaily&ad_medium=bookmark-show&ad_content=current-user]

20VPO - Kauh Arquitectos, Conil de la Frontera, Càdiz, 2013

Architetti: Kauh Arquitectos - Francisco Alba Ortega, Francisco Gallardo Trujillo
Località: Conil de la Frontera, Cadiz, Spagna
Anno: 2013
Tipo di intervento: nuova costruzione
Tipologia: blocco lineare NS
Prondità: > 17 m
Collegamenti: Linea



Il progetto è denominato 20VPO (da “viviendas de proteccion oficial”, edilizia residenziale pubblica in spagnolo), un complesso di venti residenze in linea situato in un lotto di 2752 mq progettato dagli Kauh Arquitectos a Conil de la Frontera, nella provincia spagnola di Cadiz, inserito in una zona commerciale della città. 

L’impostazione di questo progetto è caratteristica della maggior parte delle periferie delle città dell’Andalusia, risultato di un genere di pianificazione urbana utilizzata soprattutto durante il boom del settore edilizio spagnolo. Il complesso prende forma per inserirsi adeguatamente in un’area in cui si trovano diverse tipologie residenziali e spazi urbani. Per questo motivo, gli esterni si integrano perfettamente nel contesto cittadino, sia per quanto riguarda il linguaggio formale che l’uso dei materiali. 


All'interno, però, le unità residenziali e il loro assemblaggio sono semplici e ripetitive. Il complesso è stato diviso su più livelli seguendo la pendenza della strada principale, cercando di mantenere le dimensioni quanto più simili alle abitazioni circostanti. Il piano superiore è stato ulteriormente frammentato per creare una diversa tipologia abitativa e per fornire un ritmo al prospetto longitudinale, il quale in futuro ospiterà una fermata degli autobus. 

Lo stesso approccio è stato applicato anche alla composizione delle aperture sulle diverse facciate. Le loro dimensioni, proporzioni e quantità sono massimizzati, permettendo di avere due aperture con orientamento diverso in ogni salotto. La ripetizione e la variazione definiscono le caratteristiche compositive dell’edificio. 





La composizione generale produce una serie di spazi intermedi, i quali fungono da potenziali luoghi di incontro: questi però risultano inefficienti in quanto sprovvisti di arredi comuni. I passaggi che ospitano le scale e gli ascensori sono semi-aperti e hanno una loro atmosfera e identità, prodotta dalle piccole perforazioni che punteggiano lo spazio di luce e dalle grandi aperture circolari, le quali caratterizzano le facciate interne dell’edificio.  









In aggiunta, come fosse un’interpretazione del paesaggio urbano, sono stati definiti attentamente gli elementi della copertura. È stata sottolineata la loro presenza con un linguaggio nettamente diverso da quello dei volumi bianchi dello stesso edificio. 


Sebbene si tratti di un intervento di social-housing, non sono stati previsti spazi di aggregazione con specifiche funzioni dunque l’intero edificio sembra più un classico complesso di residenze private. 

L’edificio ha un orientamento nord-est – sud-ovest, con ingresso posto nel lato nord-ovest. Da un punto di vista del soleggiamento, le camere poste sulla facciata della strada risultano penalizzate sia per quanto riguarda il rumore che per l’illuminazione. Le camere poste sul retro, invece, sono le più privilegiate. Le zone giorno risultano sempre ben illuminate poiché si trovano lungo i lati corti dell’edificio, alla conclusione di un corridoio collegato all'ingresso dell’abitazione. Lungo di esso si distribuiscono camere e servizi. La cucina risulta annessa al soggiorno tramite un affaccio nel muro divisorio dei due ambienti. 


Il complesso si compone di 20 unità abitative, 16 delle quali quadrilocali da 80 mq e 4 trilocali da 70 mq. Escludendo gli spazi comuni, risultano abitabili 1560 mq. Si accede agli alloggi tramite un corpo scala o ascensore affacciati sulla corte interna, primo spazio comune che si incontra dopo l'ingresso sulla strada. I quadrilocali si differenziano, oltre che per la camera in più, per due bagni per ogni unità abitativa; nei trilocali è presente solo un servizio bagno. Essendo le tipologie sostanzialmente uguali non è prevista una varietà che solitamente contraddistingue l’alloggio sociale. Per di più gli alloggi risultano molto grandi e destinati a famiglie numerose, quando nel social-housing si prevede anche tipologie per diverse tipologie familiari. 



Valentina Carulli

Sitografia: