Visualizzazione post con etichetta 6 piani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 6 piani. Mostra tutti i post

DOMINIQUE COULON & ASSOCIES, Officies and housing, Strasburgo, 2015/2017


Progetto: Offices and housing
Architetti: Dominique Coulon & Associès
Luogo: Strasburgo, Francia
Anno: 2015/2017




Conosciuto per il suo interesse verso i progetti con tema il sociale, Dominique Coulon ha partecipato a un concorso lanciato nel 2009 dal Comune di Strasburgo per creare edifici sostenibili ad alte prestazioni energetiche per uso misto su lotti a un prezzo favorevole.





L'idea di Dominique Coulon era quella di combinare spazi per uffici e spazi residenziali in un lotto d'angolo di soli 120 mq nello storico quartiere di Krutenau, con un tetto piano composto da un orto e una piscina biologica.






La pelle dell’edificio è in larice bruciato, un’antica tecnica giapponese che rende il materiale duraturo bruciandone la superficie esterna. La facciata maschera la concatenazione delle funzioni; le aperture in facciata sembrano essere casuali, non corrispondenti alle attività interne, e le loro diverse dimensioni rendono difficile distinguere i diversi livelli dell'edificio. Sulla sommità emerge un volume di cemento inclinato che si stacca dal resto dell’architettura per forma, colore e materia, apportando dinamicità all'intero sistema. A conferire ulteriore dinamismo e contrasto al corpo scuro sono i vivaci tendaggi arancioni e argentati.






Le grandi finestre al piano terra stimolano l'interazione con l'area circostante, ispirandosi alla tradizione scandinava di mostrare gli oggetti più belli e preziosi della casa dalla finestra per condividerli con il mondo esterno e migliorare il paesaggio urbano. È per questo che le vetrate offrono la vista sul laboratorio di modellismo, leggermente al di sotto del livello stradale, in modo che diventi una sorta di esposizione urbana.





Gli spazi interni si intrecciano in modo complesso, con doppie altezze che conferiscono fluidità all'insieme. L'edificio offre tre piani per gli uffici (seminterrato, piano terra e primo piano), due piani misti, parzialmente operativi e parzialmente residenziali e, infine, il quarto e il quinto piano e la terrazza sul tetto, tutti residenziali. La funzione mista offre a Coulon la possibilità di sperimentare stanze senza soluzione di continuità, dove la divisione tra studio e appartamento non è chiara e la stessa scala consente di spostarsi da uno spazio all'altro.




Le piante

Le sezioni                                                     I prospetti






All'interno, i materiali utilizzati sono robusti e rustici; i pavimenti in cemento sono stati semplicemente lucidati. Scaffalature e armadi sono in legno non verniciato; la scala è in metallo non trattato.






Gli interni




I materiali





La copetura


Sitografia:
http://coulon-architecte.fr/projet/639/strasbourg
https://www.archdaily.com/office/dominique-coulon-and-associes
https://www.floornature.com/dominique-coulon-residential-and-office-building-strasbourg-13742/


Valentina Volpi #LABAA2019

MICHEAL MALTZAN ARCHITECTURE, Star Apartments, Los Angeles (USA), 2014

Tommaso Guarguaglini #LABAA2019

Architetto: Michael Maltzan Architecture
Localizzazione: Los Angeles (USA)
Anno: 2013
Dimensione: 8820 mq

Star Apartments è un complesso abitativo a sostegno permanente di 102 persone senza una fissa dimora. Situato a Dowtown Los Angeles e completato nel 2014, è stato costruito su commissione dello Skid Row Housing Trust, un fondo fiduciario dedicato alle abitazioni no-profit.
Questo complesso, che ha ottenuto la certificazione LEED Platinum, è stato edificato posizionando unità modulari prefabbricate sopra una superstruttura di cemento. Questa a sua volta posta sopra un palazzo preesistente a un solo piano, ora ristrutturato














Il design architettonico di Star Apartments promuove la salute e il benessere, offrendo anche un esempio positivo di potenziale insito nelle nostre città per abitazioni a basso costo. Su sei piani e con una superficie totale di più  8820 metri quadrati, il complesso è suddiviso in tre zone: la zona commerciale al piano terra, il primo piano per le attività sociali e di comunità e infine quattro piani di appartamenti.


Il piano terra comprende l’atrio, il parcheggio, una clinica medica di quartiere e la nuova sede di Los Angeles Country Department of Health Services Housing for Health Division. Una vetrina lungo tutto il perimetro della costruzione da spazio alla luce naturale e mette in risalto le attività del complesso abitativo per i residenti e per il quartiere.
Masterplan - Planimetria Piano Terra

Il primo piano si struttura su spazi sia al chiuso che all’aria aperta dedicati al benessere della comunità. Offrendo una vista sulla città, questo piano ha uno stretto legame con il quartiere sottostante, rimanendo comunque una zona protetta per le attività ricreative. Gli spazi previsti dal programma sono un giardino, una cucina, un lounge, una stanza per l’arte, una zona per il jogging e un campo sportivo.




Planimetria Piano Primo - Planimetria Tipo disposizione appartamenti (Secondo - Sesto)

Gli appartamenti ai piani superiori sono forniti di angolo cottura, bagno e camera da letto. Danno tutti su corridoi aperti sull’esterno e su cortili interni che permettono agli appartamenti di avere accesso alla luce naturale e una buona areazione. L’alto numero di appartamenti risulta essere, per Los Angeles, di una densità mai vista prima all’interno di un complesso in zona urbana. 


Modulo unità abitativa

Modello modulo unità abitativa (Biennale di Architettura di Venezia 2018 - Freespace)


Star Apartments è stato uno fra i progetti esposti nel Padiglione Centrale della Biennale di Architettura di Venezia 2018 (“Freespace”) come esempio di architettura di recupero volta a sviluppare sistemi abitativi a basso costo per persone senzatetto. 


Modello del progetto esposto alla Biennale di Architettura di Venezia 2018 (Freespace)


Sitografia

 

CHOISY-LE-ROI SOCIAL HOUSINGS_PHILIPPON-KALT ARCHITECTES URBANISTES_FRANCIA_2015


Location: Avenue Newburn 94600 Choisy-le-Roi
Anno: consegna Novembre 2015, progetto vincente 2012
Tipologia:  Residenze plurifamiliari / Edilizia sociale
Cliente: Expansiel Promotion
Area totale: 4 543 m² Fl. area | 4 780 m² Hab.s.a.
Costo: 7,5 M € HT
Etichette: French Effinergie + label, French Bbio Max -20%
Performance: French Bbio Max – 45%
 


Il progetto, a Choisy-le-Roi, in Val de Marne, di cui Valophis Habitat è lo sviluppatore, fa parte di un programma di rigenerazione urbana nel distretto di Briand-Pelloutier, basato sulla promozione della diversità sociale e sul rinnovamento del quartiere attraverso la costruzione di nuovi edifici residenziali ad alta efficienza energetica.
La soluzione prevista dallo studio di architettura Philippon – Kalt consiste in due edifici di sei piani contenenti 66 unità abitative sociali e un volume più basso di collegamento di forma ellittica con giardino pensile. Quest’ultimo è pensato per ospitare una sala comune dedicata a deposito biciclette e diventa il nucleo centrale attorno al quale possono circolare gli abitanti di entrambe le entità.
 
 
Il progetto è caratterizzato da una facciata in legno chiaro che avvolge entrambi gli edifici, seguendo le loro linee e le loro forme. Essendo dissociato dalla sua struttura, l’involucro è in grado di sopprimere i ponti termici e agire come una persiana scorrevole che si interrompe unicamente in corrispondenza delle terrazze. Fine, leggero ed altamente isolante, lo spessore murario, largo 30 cm, è composto dalla struttura in legno sostenuta da sottostrutture in acciaio e dai 20 cm di isolamento ad alta prestazione termica ed acustica.


 
 

La scelta insolita di costruire un edificio largo 17 metri nella parte centrale, ci conferma il lavoro scrupoloso fatto dagli architetti dal punto di vista termico ed ecologico. La sua compattezza infatti, ha garantito la libertà di orientamento degli alloggi, consentendo ugualmente una risposta termica molto efficiente.
Gli appartamenti da 2 a 4 camere possiedono tutti delle terrazze chiuse parzialmente che assicurano intimità ai residenti e un comfort visivo verso il paesaggio circostante. Le finestre a tutta altezza danno l’idea di continuità tra gli spazi interni e gli spazi esterni che diventano vere e proprie stanze in cui vivere capaci di estendere ogni abitazione.
 

Le parti comuni, ventilate ed illuminate naturalmente, sono necessarie per tessere i legami tra i diversi utenti dei luoghi, come il locale biciclette e passeggini che rappresenta l’elemento di distribuzione tra i due edifici, il quale partecipa alla composizione generale e allo stesso tempo diventa un posto di incontri informali. 
 
Il design bioclimatico dell'edificio data la sua compattezza, il guscio ad alte prestazioni e termicamente efficiente e l’esposizione al sole, ha permesso di ottenere l’etichetta Effinergie +, con un guadagno del 45% superiore al Bbio Max.
Lo scopo di questo progetto è incluso in un progetto di rinnovamento urbano, che dovrebbe raggiungere 375 alloggi pubblici e negozi.
 


 
PIANTA PIANO TERRA
 
PIANTA PIANO TIPO
TIPOLOGIE DI ALLOGGI
 


 
SEZIONE LONGITUDINALE
 
SEZIONE DI DETTAGLIO
 

VIRGINIA LOMBARDI #LABAA 2018




Teknobyen Student Housing . MEK Architects . Trondheim, Norway . 2012

Architetti                             MEK Architects
Ubicazione                           Trondheim, Norvegia
Team di progettisti              Clara Murado, Juan Elvira e Enrique Krahe
Anno di costruzione             2012


vista esterna dell’edificio

TEKNOBYEN > IL CONCEPT

MySpace: tre fasi dello spazio di interazione. Oggi, oltre la forma, la posizione o la retorica urbana, lo spazio pubblico è lo spazio dell’interazione. Tre casi di studio, denominati Pocketworlds, Chatrooms e Social Catalyst, relativi all’esplorazione del nuovo collettivo, sono state le linee guida per il progetto di MEK Architects.


diagrams > concept design

POCKETWORLDS

MySpace unifica situazioni di estrema intimità con quelle di estroversione e collaborazione. Una stanza è un potente meccanismo che consente l’espansione dell’identità, dell’auto-riconoscimento e della riaffermazione, dello scambio e della negoziazione. Il proprio spazio è un laboratorio in cui testare le abilità che verranno successivamente sperimentate in ogni atto di interazione sociale. La stanza migliore è quella che mette in scena un piccolo mondo al suo interno: il piccolo è fondamentale nello spazio domestico; piccolo è l’empatia in azione e un mezzo per la giocosità.


pocketworlds > le stanze

CHATROOMS



Le chat sono spazi pubblici efficaci nel contesto delle società globali, il cui sviluppo della comunità dipende in modo crescente dalla ricerca di affinità comuni. Questi “luoghi” in cui gli avatar si incontrano indossando identità alternative sono una specie di acceleratore del sé.



chatrooms > spazi comuni

chatrooms > spazi comuni

SOCIAL CATALYST

Al fine di ottenere un’atmosfera guidata dalla collettività, gli studenti condividono una lounge flessibile e una cucina autogestita, progettata come uno spazio sperimentale per l’uso e il godimento simultaneo di 116 studenti, come un condensatore di sostenibilità sociale 24/24 h. Questo modo di strutturare lo spazio comune attraverso azioni collettive come mezzo per rafforzare i legami all’interno della comunità appena istituita impone agli abitanti di elaborare regole, responsabilità e modi inaspettati di controbilanciare gli interessi.

social catalyst > cucina e lounge condivisi


social catalyst

MORFOLOGIA > GLI SPAZI ESTERNI

La residenza MySpace propone la compressione, il trasferimento e il condizionamento delle capacità relazionali dello spazio urbano. Presto il cliente (un’associazione studentesca chiamata SIT che si occupa della disponibilità delle stanze degli studenti) ha mostrato la necessità di adattarsi a più del 40% di sale nel volume originale, riducendo anche il budget già ristretto. Assumendo le condizioni urbane esistenti, l’alloggio degli studenti si stacca il più possibile dagli edifici circostanti e ne modella il volume per estrarre il potenziale dalle viste e dal sole. Le terrazze all’aperto sono sparse intorno all’edificio. Attraverso di loro, gli studenti possono sperimentare condizioni esterne e relazionarsi con la città e le viste lontane.
Al fine di sottolineare un’iniziativa locale che intende promuovere Trondheim come città a misura di legno, e anche alla ricerca di nuove sfide sull’uso del legno nei grandi edifici, l’intero volume esterno dell’edificio è rivestito con tavole di legno di abete (pino), che mostrano diversi trattamenti, composizioni e layout. Non è possibile aprire finestre per le stanze su quel prospetto, la parte anteriore e quella posteriore sono quindi concepite come membrane opache, mentre solo corridoi e ballatoi sono in grado di guardare oltre la strada.


 vista esterna dell’edificio 

 viste esterne dell’edificio > il sistema dei ballatoi

viste esterne dell’edificio > il sistema dei ballatoi


DISTRIBUZIONE > GLI SPAZI INTERNI

Il nucleo dell’edificio contiene una sala polifunzionale senza gerarchia, o definizione spaziale, in cui sono collocati diversi ambienti. I piani delle camere circondano questo salone. La disposizione generale è articolata da strisce che occupano lo spazio mentre si avvicinano o allontanano i limiti esistenti. Le camere imitano lo schema interno dell’edificio, strutturato in fasce funzionali (armadio, bagno prefabbricato e un letto). Da quando è iniziata la costruzione, e sono stati resi pubblici ulteriori dettagli sull’edificio, è emerso un vivace dibattito tra i residenti, che si è svolto su blog specializzati e social network. L’architettura ha ancora un lungo percorso per esplorare la raccolta di dati e la ricerca di modi per trasferire il feedback nel processo decisionale.


pianta piano terra > attacco a terra > il sistema degli accessi


 pianta piano primo > cucina e spazi autogestiti


pianta piano secondo/terzo > stanze private e corridoio vivibile


pianta piano quarto > piano tipo >stanze private e terrazza


pianta piano quinto > stanze private e corridoio vivibile
 cross section



  cross section on the stairs


  pianta piano quinto > stanze private e corridoio vivibile



  cross section


  longitudinal section



 prospetto sud

 prospetto est


prospetto nord



IN CONCLUSIONE > TEKNOBYEN COME INNOVAZIONE SOCIALE

Innovazione della tipologia abitativa: quando si tratta di abitare, l’innovazione tende a collocarsi in valori estetici, tecnici e di mercato. Gli alloggi studenteschi di Teknobyen comprendono il programma delle necessità come un potente strumento di progettazione e un fattore chiave per migliorare il modo in cui viviamo e ci rapportiamo l’un l’altro. Pertanto, l’edificio assume un budget molto limitato, trascurando l’uso di sofisticate soluzioni materiali e adottando soluzioni tecniche comuni e tradizionali applicate in modo contemporaneo. L’edificio è tecnicamente modesto e performativamente ambizioso. Invece di un oggetto isolato e autoreferenziale, il risultato è un edificio senza pretese che dialoga con la città e i suoi codici, concentrandosi sulla creazione di un’esperienza collettiva condivisa.


Innovazione sociale: l’edificio può essere visto come qualcosa che non è finito, perché richiede il completamento permanente dei suoi abitanti nella ricerca di una vita comunitaria più soddisfacente. Gli studenti sono liberi di appropriarsi creativamente dello spazio collettivo, un ambiente architettonico che è stato progettato in cerca di apertura funzionale. L’edificio contiene un gruppo di 116 persone, dove la cucina condivisa è lo spazio in cui viene negoziata la vita comune. L’autogestione è comune, e spesso l’edificio è uno scenario per nuove esperienze: i contest di pancake a tarda notte in cucina, i seminari di cucina tenuti da celebrità locali, le Olimpiadi di edifici Myspace tenuti nella rampa del garage o il giardino d’inverno, un social online molto attivo su Internet.


vista esterna dell’edificio

http://www.muradoelvira.com/teknobyen-student-housing
https://www.archdaily.com/284331/trondheim-student-housing-mek-architects
https://divisare.com/projects/330277-murado-elvira-architecture-and-design-teknobyen-student-housing

LISA DA ROLD #LABAA2018