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TAO - TRACE ARCHITECTURE OFFICE, Xinzhai Coffee Manor, Bawan Village, Baoshan Lujiangba, Yunnan, China 2018

Raffaele Primo Capasso #LABAA2019

Lo studio di architettura Trace Architecture Office, con sede a Pechino, ha completato nel 2016 il complesso Xinzhai Coffee Manor nella provincia dello Yunnan, in Cina.
Questo luogo trasforma il caffè raccolto nelle colline circostanti ed è un hotel per i visitatori della zona, è stato pensato per aumentare lo sviluppo turistico di questi luoghi, sfruttando una delle attività principali.
Xinzhai Coffee Manor, è il nome dato all'hotel che contiene tutti i normali servizi accanto allo spazio per la lavorazione, la conservazione, la degustazione e la vendita del caffè.
Il complesso occupa un lotto con un gruppo di edifici esistenti che sono stati rinnovati e ampliati nel villaggio di Bawan vicino al monte Gaoligong, nella Cina centrale.
Il progetto si presenta quindi con funzioni differenti che ruotano attorno al tema del prodotto del luogo, in vista ad uno slancio economico e turistico. Altro polo è un centro termale che insieme al complesso vogliono diventare i due luoghi principali del villaggio.
Il sito presentava un cinema abbandonato e un grande edificio di mattoni, originariamente costruito negli anni '80. Poiché la maggior parte dell' edificato del sito è in mattoni, T.A.O. ha realizzato diverse estensioni e interventi nello stesso materiale.
Lo studio ha aggiunto due cortili circondati da passerelle coperte di cemento per unire gli edifici. Un bar si trova accanto a uno di questi spazi, con porte a vetri a volta che si aprono su uno dei cortili. 
Al livello più basso dell'edificio principale contiene le strutture di stoccaggio del caffè, salendo poi lo spazio di elaborazione e le camere d'albergo. Il piano con soffitto a volta viene utilizzato come magazzino date le sue dimensioni  e lo spessore delle pareti che rispondono alle esigenze di temperatura e umidità costanti necessarie per conservare il caffè. 
Al di sopra di questa, la sala di elaborazione si trova al livello medio dell'edificio e presenta un soffitto con una serie di archi in mattoni che si estende su tutta la lunghezza dello spazio, che è abbastanza grande da facilitare la torrefazione e l’imballaggio. All'ultimo piano l'hotel è posizionato per sfruttare le viste circostanti, presenta infatti ampie aperture che incorniciano il paesaggio. Dal basso verso l'alto c'è uno sviluppo graduale da una struttura più solida ad una più leggera.


visione d'insieme.

"Xinzhai Coffee Manor è come una collezione di edifici collegati da corridoi, con parte degli edifici che servono da resort".


"L'edificio è molto ispirato ai mattoni, il che porta all'utilizzo di diverse forme di volte in architettura: i mattoni sono infatti comunemente visti localmente, la maggior parte degli edifici sul sito e nei villaggi adiacenti sono fatti di mattoni".


"Lo sviluppo del resort sta crescendo nelle aree rurali della Cina, è un'evoluzione e una trasformazione. La nuova architettura nello spazio rurale sta trasformando l'area e arricchendo la cultura sociale."

T.A.O.


vista della corte.


rapporto con l'esistente.


vista dell'hotel all'ultimo piano.


differenti blocchi con differenti funzioni scandite dall'utilizzo dei materiali.

Il lotto presenta diversi edifici dalle differenti funzioni, dagli uffici alle abitazioni, in diversa scala la molteplicità e convivenza data dalla mixitè si presenta all'interno del sito.  
La materialità ed il rigore geometrico rispettano il tessuto del villaggio di Bawan, l'intervento si pone in maniera silenziosa nel sito cercando di completare, anche grazie alle nuove destinazioni d'uso, gli edifici già esistenti.
Interessante l'idea di creare differenti utilizzi degli spazi dedicati al tema della produzione locale, l'architettura si modella attorno a questo tema creando luoghi di forte matericità che si impongono quasi senza tempo in un contesto che presenta lo stesso valore, inserito nella Cina rurale.

le diverse funzioni nel sito, in grigio scuro il nuovo intervento, in grigio chiaro l'esistente. 
le diverse funzioni nel progetto.


Stanley Saitowitz/Natoma Architects_8Octavia_San Francisco

Architetti: Stanley Saitowitz | Natoma Architects


Luogo: San Francisco, CA, United States  


Anno: 2015


Foto: Bruce Damonte, Steve Proehl







Situato al numero 8 di Octavia Boulevard, San Francisco, l’8 Octavia è un edificio “gateaway” per il settore Nord-Ovest della città e dunque una porta per il quartiere.

La pendenza della strada consente la presenza di diversi accessi, ognuno su un livello differente: al primo livello, sulla facciata Sud, troviamo l’ingresso principale al complesso residenziale e ai locali commerciali; al secondo, su Octavia Boulevard (facciata Ovest) l’accesso al parcheggio per i residenti; sulla stessa facciata, al terzo livello un’entrata diretta a ulteriori locali commerciali.

Prospetto Ovest



La distribuzione dell’edificio avviene mediante ballatoi e grazie alle corti interne che definiscono l’articolazione dei diversi ambienti e permettono buona circolazione dell’aria e presenza di luce naturale interna.

 Funzionamento delle corti interne









Pianta primo livello


Fatta eccezione per l’attico, che ospita ampi appartamenti di lusso con accesso privato alla terrazza in copertura, le residenze si differenziano in quattro tipologie, una con una camera e tre con due. I punti forti del progetto sono dati dai servizi, posti a muro nelle doppie e a isola nelle singole, e dal grande open space della zona giorno, che permette a ogni inquilino di gestire e organizzare lo spazio in base alle proprie esigenze.

Pianta piano tipo: dal quarto al settimo livello

Piante tipo appartamenti



 Servizi a muro


Servizi a isola



Ogni appartamento è dotato di grandi vetrate filtrate da frangisole verticali motorizzati che ogni abitante può posizionare all’occorrenza in base a necessità legate a luce, rumore e privacy, conferendo inoltre all’edificio una facciata in costante trasformazione.


 Frangisole: differenze di luce


 Facciata con gran parte dei frangisole aperti


Facciata con gran parte dei frangisole chiusi


Sitografia:

https://www.archdaily.com/783979/8-octavia-stanley-saitowitz-natoma-architects
https://www.theplan.it/eng/webzine/the-plan-award-2015/octavia-gateway
http://8octavia.com/





Studente: Nadia Enna #LABAA2018

Social housing in Milan, StudioWOK, Milano 2010



  •   architetti

    StudioWOK
  •      luogo

    Milano, Italia
  •      autori

    Marcello Bondavalli, Nicola Brenna, Carlo Alberto Tagliabue 
  •      progetto anno

    2010




  • Vincitori del concorso inernazionale del 2010 per la legacoop furono gli StudioWOK con il Social Housing di Milano.
     Obiettivo del progetto è creare una nuova identità, attribuendogli un forte carattere urbano in un’area morfologicamente dispersiva.
    La città circostante è letta come una rete di relazioni e il nuovo insediamento vuole essere uno snodo importante di questo sistema, attraverso nuove connessioni sia visive che funzionali con esso.



    Obiettivo del progetto è creare una nuova identità, attribuendogli un forte carattere urbano in un’area morfologicamente dispersiva.
    La città circostante è letta come una rete di relazioni e il nuovo insediamento vuole essere uno snodo importante di questo sistema, attraverso nuove connessioni sia visive che funzionali con esso.


    Alla base del progetto c’è lo studio di un collegamento strategico tra spazi pubblici e privati e c’è una forte attenzione al rapporto tra spazio pubblico, comune e privato: i piani terra sono interrotti per consentire alla corte di essere il più possibile permeabile per intercettare i flussi e i percorsi che collegano le diverse funzioni collettive. L’insediamento vuole ricreare il concetto di “edificio-comunità”, all’interno del quale avviene un accorpamento di spazi e risorse di più nuclei abitativi, non solo per garantire l’accesso a quelle funzioni sottratte alla dimensione privata, ma anche per creare nuove servizi collettivi altrimenti irrealizzabili dal punto di vista economico.
    concept funzionale
    vista dalla strada
    pianta piano terra con funzioni, accessi e flussi
    stralcio piano terra scala 1:100
    Il complesso è movimentato da un gioco di altezze che va dai 5 ai 15 livelli, per garantire la massima ottimizzazione della luce naturale durante le ore del giorno. Esso è costituito da una tipologia edilizia a corte, con sistemi distributivi a ballatoio nelle parti più basse e a torre in quelle più alte.
    concept volumetrico

    pianta piano tipo

    sezioni cielo terra 
    I parcheggi sono interrati rispetto al livello stradale ed una sua piccola parte è al livello zero (complanare alle funzioni pubbliche). Questo è coperto da na grande terrazza lignea raccorda le funzioni collettive del primo livello (es: asili, palestre), estendendo così la condivisione della vita quotidiana su una doppia altezza.
    pianta piano primo

    vista dalla terrazza al piano primo

    Tutte le abitazioni si sviluppano lungo un soggiorno passante che distribuisce la zona notte e di servizio. Gli alloggi hanno una zona filtro di ingresso che svolge una duplice funzione: assicura una protezione e una privacy rispetto al ballatoio e allo stesso tempo vuole dare valore e soprattutto spazio ad un momento di incontro tra vicini.
    schema alloggi
    Tutti gli alloggi godono di due viste su spazi esterni di carattere diverso in maniera tale da conferire vivibilità spaziale in tutta la profondità degli appartamenti.
    vista interna degli alloggi

    tagli degli alloggi nella tipologia a ballatoio



    tagli alloggi nella tipologia a torre

    Un unico passo strutturale ordina i diversi tagli di alloggio che così acquistano maggiore flessibilità e possono essere facilmente combinati fra loro, dando origine a una variazione tipologica. I diversi tagli di alloggio sono distribuiti in maniera disomogenea, assicurando una varietà sociale che ricrea quella ricchezza di relazioni sociali tipiche di una comunità e in generale di una società.
    Pianta piano tipo con soluzione aggregativa degli alloggi scala 1:200


    Per gli interni e per lo spazio filtro nel ballatoio si è prediletto l’utilizzo del legno, mentre le schermature delle aperture più grandi sono state realizzate con pannelli in lamiera forata.

    dettagli tecnologici






    Letizia De Angelis #LABAA2018