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Frundgallina Architectes Fas Sia - La Fontenette, Social housing in Carouge, Route de Veryer, Ginevra, Svizzera


Progettista: frundgallina
LuogoRoute de Veryer, Svizzera
Tipo di intervento: Social Housing
Anno: 2015


La Fontenette, a Carouge, dal 1950 ha ospitato 120 appartamenti distribuiti in dieci edifici. Di fronte al loro degrado, la Fondazione HBM Emma Kammacher, proprietaria del progetto e del terreno, ha abbandonato l'idea di una riqualificazione ed ha bandito un concorso per la ricostruzione di 335 nuovi appartamenti a prezzi accessibili, come risposta alla carenza di residenze popolari.
Il progetto reinterpreta i principi di pianificazione dell'ex costruzione, mantenendo il concetto di "vivere in un parco": sette nuovi edifici dai volumi compatti, sono liberamente disposti tra gli alberi esistenti, attribuendo qualità allo spazio esterno ed ottimi rapporti visivi con il paesaggio circostante.





Il progetto costituisce un insieme omogeneo in perfetta sintonia con gli edifici che lo circondano; il prospetto si presenta essenziale e pulito, grazie all'impiego di lamiere in acciaio bianco ed infissi in legno ed alluminio. 








Per quanto concerne la struttura portante in cemento, ogni piano è scandito da tre rettangoli concentrici: il primo include la scalinata, illuminata da un grande lucernario posto in copertura; il secondo accoglie gli impianti idrici dei servizi igienici ed il terzo, la facciata, ospita finestrature che garantiscono spazi interni luminosi e permettono un rapporto diretto con la natura.





I piani terra, dedicati al quartiere, ospitano luminose lavanderie, locali di stoccaggio e sale polifunzionali. In collaborazione con la FEK, la città di Carouge ha installato un ristorante scolastico e delle sale di quartiere.




Ogni edificio acquisisce singolarità variando le posizioni e le dimensioni delle finestre inoltre, ogni piano riceve diverse tipologie di alloggi, da una a cinque camere. Questi ultimi hanno una disposizione a "spina" e danno accesso diretto a generosi androni di distribuzione ai vari locali. 
Su questo principio, otto diverse planimetrie sono impilate e poi ridistribuite a diversi livelli in ogni edificio.



I fruitori dispongono di parcheggio privato interrato, soluzione utile per ottimizzare la salvaguardia degli spazi verdi circostanti.
La qualifica di eco-quartiere è stata attribuita al nuovo intervento in materia di sviluppo sostenibile, grazie all'impiego di un isolamento termico performante ed adotta una vasta gamma di misure finalizzate al risparmio energetico: dai pannelli fotovoltaici in copertura, ad un doppio flusso di ventilazione, alle pompe di calore dell'acqua.






Sitografia:   http://www.archdaily.com/769538/social-housing-frundgallina
                    http://hicarquitectura.com/2014/11/g20-frundgallina-architectes-fas-sia-social-housing-in-carouge/
                    http://www.citiesconnectionproject.com/project/social-housing-in-carouge-geneva/
                    http://bourquin-stencek.ch/projets/fontenette-immeubles-de-logements-hbm.html
             


Vallorani Giulia



Heliópolis Social Housing_Biselli Katchborian Arquitetos_San Paolo_2014



Luogo: San Paolo

Area: 31330 mq

Anno: 2014



Il Progetto è situato all'interno della città di San Paolo e, a differenza del tipico edificio a torre brasiliano, è stato pensato come un edifico a corte: chiaro riferimento al modello urbano Europeo.

La topografia del sito ha consentito la realizzazione di blocchi a più altezze connessi attraverso passerelle, realizzate con travi-parete in acciaio.
Essendo i blocchi posti su livelli differenti, i progettisti hanno risolto il problema della distribuzione verticale escludendo l'utilizzo degli elevatori: tutti i piani sono infatti raggiungibili esclusivamente attraverso rampe di scale e le suddette passerelle aeree.





Dal punto di vista tecnico-costruttivo le scelte sono state molteplici: dall'utilizzo del calcestruzzo armato in opera per gli accessi, all'impiego di setti prefabbricati per i blocchi residenziali fino ad arrivare all'acciaio per le strutture di connessione (passerelle aeree).



Seppure il progetto sembri a prima vista piuttosto complesso, esso, dopo un'attenta analisi, si rivela chiaro semplice ed efficace.
Basti pensare che le tipologie di alloggio sono solamente 2 (rispettivamente da 45 e 60 mq).



Anche lo schema distributivo è abbastanza semplificato: 3 accessi al sito sono stati posti lungo il fronte Sud e i colori differenti delle facciate dei corpi di fabbrica indicano visivamente i blocchi-scala per accedere alle varie abitazioni.


Pianta piano tipo-Pianta piano terra






Romanucci Alessandro



Christoph Mayr Fingerle_Complesso abitativo CasaNova blocco EA7_Bolzano_Aprile 2006 - settembre 2008

Città: Bolzano
Luogo: Via Nicolò Rasmo
Nazione: Italia
Architetto: Christoph Mayr Fingerle
Opera: Complesso abitativo CasaNova blocco EA7
Costruzione: Aprile 2006 - settembre 2008




Il complesso abitativo EA7 è un intervento di 92 appartamenti di edilizia agevolata e si trova a sud di Bolzano. Tale progetto è vincitore del concorso internazionale per l’area di Castelfirmiano/Casa Nova, progettato dall’ Architetto Christoph Mayer Fingerle. 
Il progetto occupa 10 ha e prevede tre - quattro corpi edilizi di diversa grandezza - altezza (7-8 piani) che sono disposti attorno ad una corte centrale.

Lo spazio che si crea, garantisce la privacy degli occupanti e incrementa la dimensione della corte interna, risultando così disponibile ad accogliere una natura pubblica e sociale. La corte è permeabile e libera; è caratterizzata da tre grandi aperture che connettono visibilmente i due livelli interrati (dove si trovano i garage) fino ai volumi residenziali.
I buchi, dalla forma irregolare e asimmetrica permettono l’illuminazione e la ventilazione dei box a servizio delle unità abitative.



Per ottimizzare l’esposizione al sole, tutti i tetti sono inclinati verso sud. Il sistema costruttivo è a comparti in c.a e solai massicci; mentre le finiture interne sono in elementi prefabbricati a secco.
Tutti gli appartamenti ricevono la luce e vengono ventilati sia da est che da ovest; non ci sono appartamenti orientati solo a nord. All’ultimo piano si trovano gli appartamenti - mansarda dislocati su due piani che hanno le terrazze sul tetto con vista suelle montagne circostanti. Nella facciata si trovano le logge rivestite in legno di rovere e sono dotate di vetri scorrevoli, diventando così verande temporanee.

Otto corpi scala servono i tre edifici: ad ogni piano danno accesso a due o tre appartamenti, sviluppati secondo quattro diversi moduli di base (possono essere modificati dal proprietario) e sono orientati secondo l’asse est-ovest.
La struttura della suddivisione interna garantisce flessibilità; solo i bagni sono fissi.
La facciata è caratterizzata da diverse aperture aventi diversi moduli di finestra (piccolo, medio, grande), combinati in vari modi. La disposizione irregolare delle finestre e delle logge rispecchia la diversa configurazione degli spazi interni. 








Per le facciate sulla strada è stato scelto un calcestruzzo grezzo, mentre per quelle interne, i prospetti sono trattati con un velo sottile di pittura bianca. Il complesso abitativo EA7 è stato concepito come un progetto pilota, teso ad ottimizzare il profilo energetico: certificato in classe A secondo i criteri dei Casa Clima, utilizza numerose strategie per la limitazione dei consumi energetici. Isolanti termici altamente prestazionali, sistemi di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, sono alcuni degli elementi nell’intervento di housing sociale di Christoph Mayer Fingerle.
Fonti:
http://atlas.arch.bz.it/it/complesso-abitativo-ea7/
http://composizione2.altervista.org/Case_Plurifamiliari/Mayr_Fingerle_Christoph/Mayr_Fingerle_- _Casanova_Bolzano.pdf
http://modulo.net/it-it/realizzazioni/complesso-abitativo-ea7

Giulia Gioachin

PLANT-ATELIER PETER KIS, 30-32 Housing, Budapest (Ungheria), 2007

L’edificio è inserito all’interno del denso tessuto residenziale del secolo scorso della città di Budapest assumendo la scala e gli allineamenti degli edifici circostanti come tema di progetto. Il proposito esplicito di non imporre la propria presenza in maniera evidente sulla cortina edilizia, l'obiettivo primario del progetto è quello di costituire un volume proporzionalmente connesso al tessuto urbano circostante cercando di ottimizzare gli spazi per ottenere un numero soddisfacente di appartamenti. Il quartiere circostante e l'ambiente ispirano la composizione stessa dell'edificio caratterizzato da facciate frontestrada dalle quali si accede a corti interne. 
L'area edificata del lotto è di minore dimensione rispetto alla parcella di progetto questo perchè si è scelta la frammentazione dell’intervento in due differenti volumi. Questi, da un lato si appoggiano al muro tagliafuoco seguendo la forma dell’edificio confinante, dall’altra completano con un nuovo quarto lato una corte interna all’isolato. La facciata del corpo più lungo è arretrata rispetto al filo stradale in modo da lasciare un generoso spazio pubblico alla città. Il varco tra i due corpi si apre sul giardino interno, permettendo la vista dei grandi alberi dal marciapiede esterno e facendo da collegamento visivo tra lo spazio pubblico della strada e lo spazio privato della corte, consentendo anche l'illuminazione naturale degli appartamenti, il giardino a forma di L è quindi uno spazio pubblico che separa e collega i blocchi.
Il committente dell’edificio è la municipalità di Budapest che richiede la realizzazione del complesso su un'area di 1218 mq, il complesso conta un totale di 2065 mq tra appartamenti e locali commerciali. Il progetto è stato ideato nel 2005 ed è arrivato a compimento nel dicembre del 2007.






I collegamenti e la composizione delle facciate.
I due volumi sono tra loro collegati da sei esili ponti in cemento, che continuano ai diversi piani i ballatoi interni e divengono l’elemento caratterizzante l’intero intervento. Sul tetto sono presenti due terrazze panoramiche che consentono di godere le paesaggio urbano di Budapest.
Le facciate, interamente rivestite in klinker scuro, sono segnate unicamente da balconi e da finestre, tutte di eguale dimensione, il rivestimento è il principale elemento di distinzione dagli edifici limitrofi, la scelta del colore del rivestimento si ispira alle caratteristiche facciate in mattoni scuri di questo quartiere mentre la scelta di semplici cornici bianche che inquadrano le aperture è stata determinata da uno scarso budget (circa 480 euro al mq). La disposizione in maniera disallineata sugli assi verticali accresce la natura solida e plastica dei corpi di fabbrica, celando la maglia regolare della struttura a pilastri. 
Il sottile gioco tra la soletta in cemento del balcone, le tende da sole e le ringhiere in acciaio finemente sottili e fitte è intrigante, aggiungendo un tocco di vulnerabilità a ciò che è a prima vista un edificio molto robusto.


















La sostenibilità e la limitazione dei costi.
L’utilizzo di pochi e semplici materiali, duraturi e di facile manutenzione, risponde in maniera tradizionale alle esigenze di sostenibilità ed efficienza, queste intese nel più ampio arco della vita di un edificio. La distribuzione e l’impianto tipologico degli appartamenti  richiama i modelli classici delle esperienze moderne europee, riprendendo da queste, con evidente coraggio, le soluzioni più radicali dei ballatoi e dei corridoi interni di collegamento longitudinale. Gli appartamenti sono di due tipologie: da 30 mq oppure da 60 mq. Lo scarso budget a disposizione è stato preso come una sfida che si può dire vinta.



























http://www.designboom.com/architecture/atelier-peter-kis-prater-street/
http://www.archdaily.com/93496/prater-street-kis-peter-epiteszmuterme



Lingfan Li