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Housing Building in Carabanchel, Madrid, Spagna, 2009




Architetti: Amann-Canovas-Maruri
Architetti incaricati: Atxu Amann Alcocer, Andrés Cánovas Alcaraz, Nicolás Maruri Mendoza
Luogo: Av. de la Peseta - Av. Carabanchel Alto, 28054 Madrid, Spain
Cliente: EMVS (Department of housing, Madrid Council Government)
Anno: 2009
Area: 4441.33 mq





Il progetto, situato nell'area di nuova espansione del distretto di Carabanchel a Madrid, nasce come proposta per il concorso organizzato dall' ente madrileno per il social housing vincendo il primo premio.

Il progetto si basa sulla ricerca di una specifica tipologia architettonica costituita da alloggi minimi con doppia ventilazione trasversale naturale. L'edificio, costituito da 82 abitazioni su 5 livelli da 2, 3 o 4 camere da letto, è completato da un parcheggio seminterrato e da spazi comuni al piano terra.






Si configura come un nastro continuo, chiuso su se stesso a formare un rettangolo, e contenente al suo interno una corte permeabile con l'esterno. Questo cortile interno diventa il cuore del progetto. La particolarità di questo blocco residenziale è rappresentata dalle logge che attraversano in profondità tutto il nastro di appartamenti.

All'interno le abitazioni risultano flessibili e fornite di arredi integrati, le facciate sono rivestite da pannelli sandwich rifiniti di lamiera che funge da facciata ventilata, il loro spessore è di 25 cm.





PIANTA PIANO TERRA






PIANTA PIANO TIPO




ANALISI ALLOGGI









Sitografia
http://www.archdaily.com
http://www.divisare.com
http://urbanlabglobalcities.blogspot.it
http://it.archello.com


Agnese Orlandi



POGGI & MORE architecture, White Clouds


Architetti: POGGI & MORE architecture
Luogo: 17100 Saintes, France
Altri partecipanti: SNC Lavalin + Emacoustic
Anno di costruzione: 2016


Questo nuovo progetto di housing sociale è stato realizzato a Saintes, piccola città a ovest della Francia, non lontana da Bordeaux.
Il complesso, formato da tre stabili separati tra loro, rappresenta la riqualificazione e la riabilitazione di un quartiere operaio, noto come 'Les Boiffiers', che risale al 1970. 




Piante piano terra


Ogni edificio è posizionato in modo tale da rispettare la qualità del sito, piuttosto che colonizzare lo spazio dato.
Il lotto che ospita il complesso è strutturato da sentieri di collegamento e un’area verde direttamente usufruibile dai residenti, abbastanza distaccata dalla strada, oltre a godere di prospettive visive allettanti.



I tre edifici presentano affacci in ogni lato, offrendo così diversi orientamenti per i vari alloggi. In questo modo il complesso, piuttosto che chiuso su se stesso e guardante verso l'interno, si apre direttamente sul quartiere.



Non è presente una facciata principale o predominante, in quanto ognuna di esse assume una conformazione e dunque un aspetto singolare, grazie ai balconi di diverse sporgenze, dimensioni e posizioni, in modo da aumentare la varietà e offrire movimento ad ogni prospetto.

Ogni lato ha un rivestimento interamente in lamiera bianca e l'aspetto particolare è che ogni balconata risulta essere semi-chiusa, ovvero composta da una gabbia in lamiera perforata, più o meno fitta, talvolta aperta da bucature, per permettere l’affaccio diretto.


Mentre due dei tre edifici sono composti da un piano terra accessibile, costituito da posti auto e posti bici, il primo stabile posizionato a sinistra non possiede garage ma è composto da due appartamenti al piano terra e posto bici.




Edificio 1
Edificio 2
 Edificio 3

Data la conformazione irregolare del terreno su cui sono stati edificati gli immobili, l’ingresso principale di ognuno di essi si trova al piano primo, raggiungibile mediante rampe e scale esterne; mentre è possibile accedere anche dal piano terra soltanto per i due edifici che offrono posti auto.



Ogni edificio è formato tre piani oltre quello terreno, composti da bilocali e trilocali di dimensioni differenti; i bilocali variano da 50 a 60mq, mentre i trilocali da 65 a 80mq.
Tutti gli alloggi del primo edificio sono composti da un soggiorno e cucina open-space, mentre nel secondo la cucina si trova divisa dal soggiorno e nel terzo è invece 
presente una tipologia mista. I bagni di tutti gli alloggi non sono finestrati ed hanno una zona wc separata dalla zona doccia e lavandino.
Ogni appartamento vanta di almeno due balconi, o un solo balcone di dimensioni maggiori, talvolta con una piccola parete divisoria interna. La metratura totale di ogni appartamento risulta dunque variabile in base all’ampiezza dei balconi stessi, i quali offrono movimento interrompendo la linearità delle facciate.
Il primo edificio si differenza agli altri due per lo spazio terrazza comune in copertura.





http://www.archdaily.com/803778/white-clouds-poggi-and-more-architecture
http://www.archidesignclub.com/it/magazine/rubriques/architecture/48293-poggi-more-architecture-white-clouds.html
https://it.pinterest.com/search/pins


Nasi Valentina

PLANT-ATELIER PETER KIS, 30-32 Housing, Budapest (Ungheria), 2007

L’edificio è inserito all’interno del denso tessuto residenziale del secolo scorso della città di Budapest assumendo la scala e gli allineamenti degli edifici circostanti come tema di progetto. Il proposito esplicito di non imporre la propria presenza in maniera evidente sulla cortina edilizia, l'obiettivo primario del progetto è quello di costituire un volume proporzionalmente connesso al tessuto urbano circostante cercando di ottimizzare gli spazi per ottenere un numero soddisfacente di appartamenti. Il quartiere circostante e l'ambiente ispirano la composizione stessa dell'edificio caratterizzato da facciate frontestrada dalle quali si accede a corti interne. 
L'area edificata del lotto è di minore dimensione rispetto alla parcella di progetto questo perchè si è scelta la frammentazione dell’intervento in due differenti volumi. Questi, da un lato si appoggiano al muro tagliafuoco seguendo la forma dell’edificio confinante, dall’altra completano con un nuovo quarto lato una corte interna all’isolato. La facciata del corpo più lungo è arretrata rispetto al filo stradale in modo da lasciare un generoso spazio pubblico alla città. Il varco tra i due corpi si apre sul giardino interno, permettendo la vista dei grandi alberi dal marciapiede esterno e facendo da collegamento visivo tra lo spazio pubblico della strada e lo spazio privato della corte, consentendo anche l'illuminazione naturale degli appartamenti, il giardino a forma di L è quindi uno spazio pubblico che separa e collega i blocchi.
Il committente dell’edificio è la municipalità di Budapest che richiede la realizzazione del complesso su un'area di 1218 mq, il complesso conta un totale di 2065 mq tra appartamenti e locali commerciali. Il progetto è stato ideato nel 2005 ed è arrivato a compimento nel dicembre del 2007.






I collegamenti e la composizione delle facciate.
I due volumi sono tra loro collegati da sei esili ponti in cemento, che continuano ai diversi piani i ballatoi interni e divengono l’elemento caratterizzante l’intero intervento. Sul tetto sono presenti due terrazze panoramiche che consentono di godere le paesaggio urbano di Budapest.
Le facciate, interamente rivestite in klinker scuro, sono segnate unicamente da balconi e da finestre, tutte di eguale dimensione, il rivestimento è il principale elemento di distinzione dagli edifici limitrofi, la scelta del colore del rivestimento si ispira alle caratteristiche facciate in mattoni scuri di questo quartiere mentre la scelta di semplici cornici bianche che inquadrano le aperture è stata determinata da uno scarso budget (circa 480 euro al mq). La disposizione in maniera disallineata sugli assi verticali accresce la natura solida e plastica dei corpi di fabbrica, celando la maglia regolare della struttura a pilastri. 
Il sottile gioco tra la soletta in cemento del balcone, le tende da sole e le ringhiere in acciaio finemente sottili e fitte è intrigante, aggiungendo un tocco di vulnerabilità a ciò che è a prima vista un edificio molto robusto.


















La sostenibilità e la limitazione dei costi.
L’utilizzo di pochi e semplici materiali, duraturi e di facile manutenzione, risponde in maniera tradizionale alle esigenze di sostenibilità ed efficienza, queste intese nel più ampio arco della vita di un edificio. La distribuzione e l’impianto tipologico degli appartamenti  richiama i modelli classici delle esperienze moderne europee, riprendendo da queste, con evidente coraggio, le soluzioni più radicali dei ballatoi e dei corridoi interni di collegamento longitudinale. Gli appartamenti sono di due tipologie: da 30 mq oppure da 60 mq. Lo scarso budget a disposizione è stato preso come una sfida che si può dire vinta.



























http://www.designboom.com/architecture/atelier-peter-kis-prater-street/
http://www.archdaily.com/93496/prater-street-kis-peter-epiteszmuterme



Lingfan Li